Cuneo, a processo due giornaliste di Studio Aperto per diffamazione a mezzo stampa

La vicenda parte da due servizi di Studio Aperto, mandati in onda su Italia 1 il 27 maggio 2013 in cui si ipotizzava il nesso fra alcuni suicidi di ragazzi avvenuti fra il 2004 e il 2011 e le sette sataniche. Nel servizio si parlava anche di una ragazza morta suicida nel 2011, di cui si citava il nome e venivano trasmesse immagini dell’abitazione.

Ora vengono processate le due giornaliste per diffamazione a mezzo stampa in quanto si trattava di un filone d’indagine che però si è rivelato falso. La famiglia della ragazza è stata ascoltata oggi in tribunale in quanto parte civile del processo assistita dall’avvocato Alessandra Silvestri del Foro di Milano. Il padre e la madre ribadiscono che non esiste nessun collegamento tra la morte della figlia e le sette sataniche. La ragazza si è tolta la vita perché era stata tradita dal fidanzato e non come dichiarato dal servizio in questione. Inoltre le giornaliste avrebbero confuso la scuola d’arte “Bertoni” che la ragazza frequentava con il Liceo “Soleri”, affermando che conoscesse una insegnante di religione interessata all’occultismo e al satanismo che l’avrebbe fuorviata.

Dopo due anni dalla morte della figlia e dopo la puntata di Studio Aperto, la ferita per la tragica perdita si era di nuovo aperta. I due genitori hanno ricevuto attenzioni morbose per una notizia rivelatosi poi infondata e sottolineano che non hanno mai ricevuto né scuse né smentite dalle due giornaliste.

Secondo la difesa, i due servizi avevano soltanto fotografato lo stato delle indagini in quel momento.