A 16 anni costretta a prostituirsi: tra i clienti anche Mario Ginatta rampollo di casa Blutec

È l’unica ragazza che si è costituita parte civile al processo contro sei persone per sfruttamento della prostituzione, anche minorile. Infatti, tutto è iniziato quando la ragazza frequentava la terza liceo, dopo aver incontrato l’ex-fidanzato Michael Palumbo, ora 29enne, imputato anche lui nel processo.

Secondo le dichiarazioni di lei, che ha parlato per oltre due ore davanti al giudice Paolo Gallo, Palumbo l’avrebbe costretta a prostituirsi usando maltrattamenti, droga e violenza sessuale nei suoi confronti. Tra i clienti illustri anche Mario Ginatta, rampollo della famiglia a capo dell’azienda di automotive Blutec (che in queste ore è sotto indagine per malversazione nei confronti dello Stato), che però ha patteggiato una pena ed è fuori dall’inchiesta.

“Mi lasciarono all’Auchan di corso Romania — racconta la giovane, rispondendo alle domande del pm Dionigi Tibone, che ha coordinato le indagini della Squadra mobile — e lì, un’altra auto mi portò sulla via principale di Venaria Reale. In un hotel c’era Ginatta: ci fu un rapporto completo e se ne andò. Non sapevo chi fosse, ma aveva le guardie del corpo, e un signore, dopo, mi diede 600 euro”.

La ragazza, che è arrivata a guadagnare 1400 euro alla settimana, ha iniziato nel 2016 come “tavolina” nei locali, a intrattenere i clienti per farli bere di più. Formalmente erano vietati i rapporti sessuali, ma se rinunciava al compenso di 40 euro, poteva tenersi i soldi della prestazione sessuale con il cliente.

Le minacce dell’ex-fidanzato sono iniziate quando lei voleva tirarsi indietro dall’incubo e sono continuate fino al marzo dello scorso anno, con l’arrivo della polizia.