Alla scoperta della chiesa blu con Urbexteam-OldItaly #villeabbandonate

La Chiesa Blu, così chiamata per i favolosi giochi di luce dati dal riflesso delle vetrate di colore blu al suo interno, fa parte di un seminario gesuita completamente abbandonato.
Una chiesa blu sperduta nel nulla, di cui gli esploratori urbex tengono segreto il luogo. Un’atmosfera da fiaba per uno dei segreti italiani. Nel mezzo di un piccolo bosco, al termine di un piccolo vialetto costeggiato da grandi alberi un tempo rigogliosi, si trova una piccola chiesa, collegata ad un seminario, entrambi abbandonati. L’esterno è quello classico, che potrete riconoscere in molti edifici di epoche simili. Ciò che lascia senza fiato è l’interno, un luogo quasi magico e incantato. Entrando nella piccola chiesetta infatti vi troverete catapultati in un atmosfera sinistra e del tutto… inusuale per un luogo sacro. La luce che penetra dalle alte finestre crea “rimbalzando” sulle antiche mura dei riflessi bluastri. Percorrendo la navata centrale, l’unica appunto, si arriva sotto il grande crocefisso sospeso sull’altare. chiesa blu Nessuna statua particolare, nessun ornamento. Una chiesa semplice nel suo blu ultraterreno. Minimi i danni causati dal passare degli anni, quasi come se per questa bellissima e unica chiesetta il tempo si fosse fermato. Leggenda urbana, edifici abbandonati, lasciati a se stessi, le indagini sono condotte senza asportare, imbrattare, provocare danni.

Storia Della Chiesa Blu
Nel 1496 la notizia dell’apparizione della Madonna ad una pastorella presso una quercia nei dintorni di Bettola determinò la nascita di un vastissimo e sentito culto popolare: sul colle della visione vennero fondati una chiesa ed un convento francescano. Soppressa l’istituzione religiosa in epoca napoleonica il santuario rovinò rapidamente assieme al convento, adibito per un breve periodo a carcere. Solo nel 1954 venne costruita una nuova cappella sul luogo dell’apparizione, vicino a quel che resta del convento. La quercia e la statua mariana oggetto di culto sono oggi conservate nel nuovo Santuario della Madonna della Quercia costruito nella piazza principale del paese.
La storia dell’Istituto San Luigi di Roncovero. Fondato – si legge in una targa marmorea posta il 2 dicembre 1981 sulla facciata della chiesetta che fa parte della struttura – da Antonio Ghirardelli, classe 1866, Cavalier della Corona d’Italia, dal 1914 al 1920 sindaco di Bettola. Con il cav. Luigi destinarono il loro patrimonio alla erezione del “Piccolo seminario” i fratelli Agostino e Caterina per un ammontare di 400.000 lire al quale si aggiunsero lasciti successivi. I lavori per la costruzione iniziarono nei primi anni Trenta su progetto dell’architetto Pietro Berzolla che riuscì nell’impresa di edificare una struttura di notevoli dimensioni armonicamente inserita nel paesaggio naturale.

La struttura funzionò per parecchi decenni come Seminario Minore, poi fu affiancata dalla Scuola media paritaria con convitto che, sempre sotto l’egida dei Padri Gesuiti, accolse ragazzi da Selva, Centenaro, Mareto, Pradovera, da Pontedellolio e da altre frazioni Valnuresi.  Alle prese con la crisi delle vocazioni, nel 1984 i Gesuiti se ne andarono. La struttura passò alla Diocesi di Piacenza che nel 1986 per una decina di anni l’affittò alla scuola di Polizia di Stato. Fu la prima scuola ad ospitare le donne che si arruolavano in polizia. All’epoca, Adamo Gulì – ex questore di Piacenza e, prima, per 15 anni direttore della scuola – convinse il vescovo Antonio Mazza a dargli il vecchio convento San Luigi a Roncovero di Bettola.

In un mese e mezzo lo rimise a posto, pronto per ospitare il primo corso misto uomini-donne della storia della polizia italiana. Era l’8 settembre del 1986 e anche le ragazze per la prima volta, poterono indossare la divisa blu della polizia di Stato.
Nel 1997 il complesso accolse circa ottanta profughi albanesi in fuga dal loro paese. Fu poi utilizzato come sede della comunità di recupero Ceis in attesa della disponibilità della struttura di Justiano (Vigolzone). Nel 2001 la diocesi alienò Il complesso immobiliare composto da fabbricato di tre piani fuori terra con seminterrato, chiesa dedicata a San Luigi Gonzaga e il circostante terreno di circa 24.570 mq, ad una ditta rappresentata da un armeno di nome DolbaKhian. Dopo aver chiesto e ottenuto dal Comune il cambio di destinazione d’uso presentando un  progetto per una casa di cura, la ditta dichiarò fallimento. L’intera proprietà nel 2010 fu messa all’asta con base 512.000 euro. Non trovò però acquirenti e così fu per le successive tornate con il prezzo in considerevole calo. Nel frattempo il degrado del fu “Istituto san Luigi”  è in continua e costante crescita: quello che non hanno fatto gli agenti atmosferici lo hanno compiuto ignoti compiendo atti vandalici, soprattutto all’interno. Anche la piccola Chiesa presenta il logorio del tempo con la facciata che mostra vistose crepe. Nell’agosto dello scorso anno poi, veri o presunti satanisti hanno lasciato scritte e simboli esoterici all’interno della chiesa mai sconsacrata.

La Chiesa Blu Oggi
Attualmente la struttura è in vendita, ma visti gli ingenti danni è difficile venga mai acquistata perché i costi per la ristrutturazione sarebbero davvero molto alti.
La struttura apparentemente solida presenta grosse crepe murarie. Il tempo e l’incuria riservano al complesso un destino di macerie a meno che non si decida di intervenire con un’opera di recupero. Sono stati formulati vari progetti, alcuni sostenuti da un comitato costituito da abitanti del luogo. Tra raccolte di firme e proposte di autofinanziamento si sono offerti di gestire la struttura, creando un centro di riposo per anziani. Tuttavia i costi gravosi, le problematiche legali e i problemi di accessibilità hanno reso inattuabile qualsiasi tentativo di recupero.

A questo quadro desolante si accompagna il rammarico di tanti ex allievi del san Luigi, che periodicamente fanno sentire la loro voce ricordando l’impostazione didattica, il calore umano incontrato nell’istituto.
Senza temere di essere smentiti possiamo affermare che la chiesa blu è il soggetto urbex di tutti i tempi. La sua notorietà ha fatto sì che molti di quelli che non l’hanno esplorata, siano convinti sia una struttura a sé e non un elemento secondario di una struttura scolastica.
Fortunatamente nonostante il passare degli anni la chiesa blu è riuscita a mantenere un buon livello di conservazione, ci auguriamo rimanga tale in attesa di un intervento di recupero.

(Articolo e foto di Urbexteam OldItaly e Blamboley)



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