Inaugurato il Giardino del Tempio di Diana

La valorizzazione del sistema delle residenze, attuata attraverso il fil rouge dei parchi storici e del paesaggio, componente di grande attrazione e suggestione, di valenza strategica e di importanza crescente per concretizzare una politica attrattiva che permetta a Torino, con il suo territorio, di essere protagonista del panorama culturale internazionale. Si inserisce in questo ambito, di particolare interesse per la Compagnia di San Paolo, l’inaugurazione del riallestimento paesaggistico del Giardino del Tempio di Diana nel Parco della Reggia di Venaria.

Il progetto del Tempio del Giardino di Diana è stato ideato in collaborazione con il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e realizzato con il coinvolgimento dei ragazzi del Corso per Giardinieri d’arte e viene inaugurato oggi alla presenza di Paola Zini, Presidente del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, Guido Curto, Direttore del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo, Alberto Anfossi, Segretario Generale della Compagnia di San Paolo. La Fondazione torinese ha sostenuto il progetto in ricordo della collega Rosaria Cigliano e del suo appassionato, competente impegno, profuso nella valorizzazione del patrimonio artistico.

Insieme agli architetti del Consorzio, Alessia Bellone e Maurizio Reggi, che curano il progetto di recupero complessivo del parco, si è scelto di occuparsi di un sito tra i più paesaggisticamente apprezzabili, collocato ai limiti del parco e alla fine del percorso d’acqua che si avvia dalla Fontana dell’Ercole, anche quest’ultima oggetto di un restauro innovativo con il contributo della Compagnia. La collaborazione che si è sviluppata tra la Compagnia, il Consorzio e la Regione Piemonte con fondi europei – sin dal 2015 – sul Corso per Giardinieri d’arte, via via si sta ampliando sia radicandosi come strumento per la valorizzazione delle Residenze sia allargando lo scenario al contesto nazionale ed internazionale.

La Compagnia di San Paolo è socio del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude a cui riconosce € 2 milioni annui (la Fondazione 1563 affianca la Compagnia con un contributo di € 1 milione annuo).

Il Giardino del Tempio di Diana

I giardini della Reggia di Venaria superata, per quanto riguarda la componente botanica, la fase di attecchimento e affrancamento iniziale, rappresentano ora in maniera più evidente i risultati del lavoro di recupero e di valorizzazione del disegno basato sull’interpretazione ed evocazione della storia del luogo e delle labili tracce del suo antico passato. Una prerogativa è quella di potenziare gli inserimenti botanici finalizzati a valorizzare gli aspetti scenografici ed estetici propri della cultura dell’arte botanica dei giardini storici.

Secondo questa filosofia, per lo spazio del Tempio di Diana si sono introdotte numerose varietà di arbusti, piante perenni e graminacee che grazie a cicli di fioritura differenziati nel tempo, al raffinato portamento e alla variegata cromia delle foglie, garantiscono scenografici giochi di forme e colore.
Il Tempio di Diana, in origine contraddistinto da una struttura del Castellamonte – poi smantellata nel 1700 e i cui preziosi materiali sono stati riutilizzati altrove nella Reggia – era luogo di quiete e meditazione, godendo di una posizione privilegiata che offre una suggestiva e raccolta visione prospettica sul complesso monumentale della Reggia e dei giardini. Solamente le fondamenta dell’impianto sono state ritrovate, proprio durante scavi finalizzati a tracciare i percorsi dei giardini storici.
L’obiettivo di questo intervento è quello di aggiungere alla “meta” del Tempio, apprezzata per la visuale d’insieme del complesso monumentale, curiosità botaniche e piacevoli luoghi di sosta in uno dei luoghi più appartati e paesaggisticamente apprezzabile dei giardini.

Il disegno ha visto la messa a dimora di alcune delle più scenografiche varietà di graminacee Miscahthus sinensis little kitten, Miscanthus sinensis silver feather Miscanthus sinensis ‘Arabesque’ per un numero pari a 3000 esemplari, piante perenni tra le quali Astilbe chinensis purpulanze e Echinacea pallida e alberi d’alto fusto quali Fagus sylvatica purpurea tricolor e Cercidiphyllum japonicum, il tutto scenograficamente incorniciato dalla catena montuosa delle Alpi.



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