Scoperta rete transnazionale di riciclaggio di denaro, i fratelli Bianciotto dovranno tornare in tribunale

Si trovano già in carcere l’imprenditore edile Elmo Bianciotto, suo fratello Diego, sua moglie Roberta Camusso e i consulenti fiscali Davide Giovanni Farotti e Fiorenza Coco, per evasione fiscale, ma a gennaio 2020 dovranno nuovamente tornare in tribunale per rispondere alle accuse di riciclaggio e auto-riciclaggio di denaro.

Avevano evaso il fisco dal 2009 al 2013 per oltre 5,6 milioni di euro e portato alla bancarotta la Bianciotto snc, che gestiva nel Pinerolese una rivendita di mezzi militari dismessi, e la Itel sas, società che gestiva l’emporio “Eurostock” di Roletto.

Il loro patrimonio confiscato nel 2017 non appariva sufficiente per coprire le somme da pagare ed è stato proprio durante le indagini dei finanzieri che è stato scoperto un sistema transnazionale di lavaggio del denaro. Ora i cinque incarcerati sono accusati dal pm Giuseppe Riccaboni, coordinatore delle indagini della guardia di finanza, di riciclaggio e autoriciclaggio, con l’aggravante della transnazionalità. I soldi che sono stati rintracciati hanno portato le indagini da Pinerolo fino in Regno Unito, Panama, Ungheria, Romania, Marocco e Portogallo.

Il patrimonio complessivo dei Bianciotto così sale a una cifra di circa 3,8 milioni di euro e comprende due complessi aziendali, tre immobili residenziali, un fabbricato commerciale, uno yacht, varie autovetture e diversi conti correnti in Italia e Romania.