Infermieri e operatori sanitari del Piemonte contro la Regione: “Turni massacranti negli ospedali”

La protesta arriva dal sindacato Nursing Up. La situazione sta peggiorando con il passare dei mesi.

“Ai lavoratori si chiede di prolungare l’orario dopo dodici ore in servizio, oppure ad anticipare di tre o quattro ore l’inizio del turno. Chi smette alle undici di sera va avanti a lavorare fino alle tre del mattino, e chi deve entrare alle sette è convocato alle tre di notte. I lavoratori sono distrutti, in primis quelli delle sale operatorie e delle degenze”. A partire è il segretario regionale di Nursing Up Claudio Delli Carri che continua: “le aziende sanitarie più in sofferenza sono quelle della provincia di Torino, dove si trovano anche gli ospedali più grandi”.

Secondo il segretario la denuncia del sindacato: “è dovuto all’assenza di decisioni da parte dell’assessorato alla sanità, che in questi cinque mesi di governo non ha mantenuto nessuna delle promesse”.

Il Sindacato non vedendo rispettate le promesse della Regione propone quindi lo stato di mobilitazione e prevede per i prossimi giorni manifestazioni e presidi davanti alla sede dell’assessorato alla sanità. “In alcune aziende siamo in una situazione surreale, allucinante. Le persone sono stanche e errori o malattie sono sempre dietro l’angolo”.

Altra protesta è per l’assenza di un colloquio con l’assessorato: “Siamo passati da un assessore “ragioniere” come Saitta, per la quale la sanità era un semplice calcolo economico a un assessore “inesistente”, Icardi, il quale in cinque mesi non ha affrontato e risolto nessuno dei problemi della sanità”.

Pronta la replica dell’assessore alla sanità Luigi Icardi che commenta: “Non è vero che non parlo con i sindacati. Parlo con tutti, tranne con quelli che nel chiedermi l’incontro mi aggrediscono verbalmente, al limite dell’insulto, come è solito fare Claudio Delli Carri, il cui comportamento non rende onore alla categoria degli infermieri. Nursing Up è libero di indire mobilitazioni e scioperi, che tuttavia non risolverebbero alcun problema, anzi li aggraverebbero, come ben sanno gli infermieri che lavorano tutti i giorni in corsia”.

L’assessore poi aggiunge: “le osservazioni sulle specifiche carenze degli infermieri non riguardano l’assessorato che la programmazione l’ha fatta in modo corretto, mentre sono le singole aziende sanitarie, come il sindacato dovrebbe sapere, a dover dare applicazione al piano. L’iter procedurale di assunzione del personale nelle aziende sanitarie è stato definito dalla Regione attraverso il piano di fabbisogno triennale (da ultimo quello 2019 – 2021), il quale prevede nello specifico che sia garantito il turn over e ciascuna azienda possa prevedere assunzioni per specifici ambiti di attività che presentano particolari criticità, ovviamente nel rispetto del tetto di spesa annuale definito”.

Infine arriva una nuova promessa di verifica delle prescrizioni e limitazioni dell’orario: “Ciò che sarà oggetto di approfondimento da parte dell’assessorato è la tematica relativa alle prescrizioni e limitazioni dei dipendenti che impatta sull’organizzazione del sistema e che senza dubbio accentua la sensazione di carenza di personale”.