L’attaccante della Juve, Eni Aluko, torna in Inghilterra dopo 18 mesi: “Torino indietro decenni rispetto all’apertura. Io trattata come Pablo Escobar”

Dopo 18 mesi e tre trofei, l’attaccante Eni Aluko, ha deciso di lasciare la Juventus e trasferirsi in Inghilterra. Una scelta dovuta, oltre al cambio di casacca, anche alla questione razzismo. Con una lettera al Guardian spiega: “A volte Torino sembra un paio di decenni indietro rispetto all’apertura verso diversi tipi di persone. Mi sono stancata di entrare nei negozi e avere la sensazione che il titolare si aspetti che rubi qualcosa. Può capitarti tante volte di arrivare all’aeroporto di Torino ed essere trattata come Pablo Escobar per via dei cani anti-droga intorno a te. Non ho mai avuto problemi di razzismo dai tifosi della Juve né in campionato, ma c’è un problema nel calcio italiano e in Italia. La risposta che viene data mi preoccupa: dai presidenti ai tifosi del calcio maschile che lo vedono come parte della cultura del tifo”.

“Lasciare dopo 18 mesi non è stata una decisione facile – continua -.  Mi rendo conto che la mia attenzione deve essere rivolta ai prossimi 3-5 anni della mia carriera piuttosto che ai prossimi mesi, ma fuori dal campo ho trovato molto difficili gli ultimi sei mesi”.

Quella contro la Fiorentina, spiega l’attaccante, sarà l’ultima partita con i colori bianco neri.  “Non vedo l’ora di salutare i tifosi della Juventus – dice –  che mi hanno mostrato rispetto e sostegno. Domenica torno a casa”.

“La Juventus e il campionato hanno più cambiamenti da fare se vogliono competere con i migliori d’Europa – è il monito di Aluko -.   Un grande passo sarebbe il passaggio dallo status amatoriale a quello professionale per le donne in Italia. I migliori giocatori vogliono far parte di una cultura che cerca sempre di evolversi ed eccellere.”



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