Coronavirus, la Regione chiede misure straordinarie per l’economia piemontese

In un incontro in Prefettura a Torino, il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, ha annunciato di aver “chiesto al presidente del consiglio Conte di attivare da subito misure straordinarie per le attività commerciali e gli alberghi e per le economie piemontesi”.Tutta l’economia piemontese sta soffrendo per le limitazioni imposte, fondamentali per evitare la diffusione del nuovo coronavirus. In Piemonte non c’è un focolaio, ma l’ordinanza si è resa necessaria per evitare che anche da noi ci siano paesi interi in quarantena. Il turismo ne soffre, molte le cancellazioni negli alberghi, mentre ristoranti e bar registrano un calo di clienti.

Un’altro settore minato da questo blocco è la cultura: musei, cinema, teatri e locali chiusi, eventi programmati da tempo rimandati o annullati.

Anche ai commercianti non va meglio. L’Ascom denuncia un calo degli incassi del 50% a partire da domenica e l’effetto si vede soprattutto nei mercati vuoti o quasi. A Porta Palazzo gli ambulanti si lamentano, i banchi ci sono ma mancano i clienti. Anche tra i commercianti cinesi, che di solito sono una quarantina, il morale è basso. I tre o quattro che vengono ancora al lavoro spiegano che tanto le “persone non comprano”.

“A differenza della Lombardia, ho deciso di non chiudere i i bar dalle 18 di sera alle sei del mattino e i negozi – spiega ancora Cirio -. L’ho ritenuta una misura esagerata rispetto alla situazione del Piemonte. Sono contento che anche i presidenti del Veneto, Luca Zaia, e dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, l’abbiano pensata come me. Sarebbe stato, oltre a rischio psicosi, anche un danno economico grande. Comunque l’ordinanza si può ampliare e ridurre a seconda delle esigenze”.