La marcia del sindaco di Divignano: dal Novarese a Roma in bicicletta per restituire i 600 euro: “Sono un’elemosina”

“Ufficialmente ho un’autocertificazione, sto consegnando una birra a Roma. In realtà sto andando a riportare al premier quei 600 euro: è un’elemosina. Ho 6 dipendenti fissi e 4 a chiamata che non hanno avuto un euro di cassa integrazione a due mesi dal lockdown, allora se li riprendano e che li usassero meglio, ad esempio per quando ripartiremo tutti”.

Per un verso scherza, dall’altro è serissimo Gianluca Bacchetta, 51 anni,  sindaco di Divignano, comune di 1400 anime in provincia di Novara, e proprietario di una birreria nel suo paese, la Edelstube, che il 30 aprile ha deciso di intraprendere un lungo viaggio (prima a piedi e poi in bici)  che dal piccolo comune lo porterà a Roma.

Ecco l’intervista del nostro Sindaco oggi, a Pomeriggio 5 con Barbara D’Urso.

Posted by Comune di Divignano on Monday, May 4, 2020

Obiettivo? Essere ricevuto dal premier Conte per “una chiacchierata di 10 minuti”. E’ per questo che, zaino in spalla e infradito a i piedi, 4 paia di mutande, 4 magliette, mascherine, gel, guanti e fascia tricolore, si è messo in sella di una bici donata da Massimo di Boffalora (che dovrà restituire) per raggiungere la Capitale.

Questa è una situazione mia vista prima e mai provata da nessuno, a cui nessuno era preparato. Non esiste nel manuale da Sindaco come si affronta una pandemia!” Tutti i sindaci erano concordi che ci sarebbe voluta una maggiore chiarezza da parte del governo, ed una maggiore tempestività nel comunicare le contromisure da adottare. Perché i cittadini in difficoltà si rivolgono in primis ai loro sindaci e spesso si fatica a trovare la risposta di cui hanno bisogno”, si legge in una nota del Comune.
“Infine – sottolineano dal Municipio –  ci teniamo a precisare che il viaggio di Gilu (com’è chiamato il primo cittadino, ndr)  è sì un gesto provocatorio, ma assolutamente non un incitamento alla disobbedienza o ad uscire di casa. Lui vuole farsi da portavoce per tutti i piccoli comuni che contano poco o nulla agli occhi dello stato e per tutte quelle persone messe in ginocchio dai decreti emanati per fronteggiare questa pandemia”.