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Grande successo per Archivissima Digital edition e La Notte degli Archivi Digital edition

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Archivissima e La Notte degli Archivi si sono svolte quest’anno in una rinnovata versione digitale che si conclude oggi dopo quattro giorni di programmazione con un palinsesto di oltre 50 puntate, di cui 18 podcast d’autore prodotti da Archivissima, tutti dedicati alle storie degli archivi. A questi si sono affiancati i contenuti realizzati dai singoli archivi partecipanti: circa 80 podcast e più di 100 video. La Notte degli Archivi, nonostante l’emergenza sanitaria, ha coinvolto tutte le regioni italiane, divenendo la prima Notte degli Archivi nazionale, patrocinata quest’anno da ANAI, Associazione nazionale archivistica italiana.

Il pubblico ha risposto oltre le aspettative: sul sito web e sui propri canali social, nel weekend, Archivissima ha coinvolto quasi 35.000 persone. Il solo sito ha superato i 20.000 visitatori (utenti unici) con oltre 10.000 pagine visualizzate ogni giorno. Torino, Milano, Roma, Bologna e Firenze hanno raccolto oltre il 40% del pubblico. La Notte degli Archivi si conferma il format preferito dal pubblico, con oltre 30.000 visualizzazioni dei video e 20.000 interazioni degli utenti. I live sul profilo Instagram di Archivissima hanno coinvolto oltre 5.600 persone e il pubblico è stato soprattutto femminile (circa il 70%) e compreso nella fascia d’età 25/44.

Tutti i podcast e i materiali digitali prodotti sono stati diffusi gratuitamente sui canali di Archivissima (www.archivissima.it) e rilanciati dai profili social (Instagram e Facebook) della manifestazione e di tutti i partner e archivi aderenti. Tutti i contenuti saranno poi ascoltabili 365 giorni l’anno sul sito della manifestazione.

Siamo molto soddisfatti di questa edizione digitale di Archivissima e in particolare della Notte degli Archivi: non solo le adesioni sono state superiori alle aspettative tenuto anche conto del momento di difficoltà dei vari enti ad accedere fisicamente nelle rispettive sedi e al patrimonio, ma anche e soprattutto per l’incredibile risposta che abbiamo riscontrato con le interazioni del pubblico sulle diverse piattaforme dalle quali abbiamo erogato i contenuti. – dichiara Andrea Montorio, presidente dell’associazione Archivissima Analizzeremo i dati definitivi nei prossimi giorni, ma a oggi possiamo già dire che il Festival ha coinvolto complessivamente quasi 50.000 persone, con oltre 130.000 visualizzazioni complessive tra sito, facebook e Instagram.

A questo proposito un ringraziamento va in modo speciale al Polo del ‘900, per la proficua collaborazione nella realizzazione del Festival e a tutti i partner che sostengono Archivissima e credono in questo progetto come occasione di valorizzazione degli archivi e dei loro contenuti. Il successo di questa edizione ci spinge a riflettere ancora più a fondo su come valorizzare e capitalizzare l’esperienza digitale come strumento per connettere tra loro archivi nazionali (e non): da domani studieremo come integrarla nelle edizioni future di Archivissima, in cui spero torneremo a incontrarci dal vivo”.

Il tema dell’edizione 2020: #WOMEN, ha permesso una riflessione che ha messo al centro le figure femminili, non solo per celebrarne i successi ma per testimoniare l’importanza dei processi di trasformazione e cambiamento che proprio le donne hanno saputo attivare, nella politica, nella letteratura, sul lavoro, nella medicina e nello sport.

Tra tutti i contenuti prodotti dagli enti partecipanti, dieci podcast sono stati prodotti da Archivissima e curati da Valentina De Poli che ha accompagnato l’ascoltatore alla scoperta dei documenti e delle carte conservati in altrettanti archivi. I podcast compongono l’Atlante sonoro degli archivi italiani che sarà disponibile su Spreaker, Apple Podcasts, Google Podcasts, Spotify e Deezer.

Altri otto podcast hanno avuto come voci narranti alcune ospiti di eccezione: Lidia Ravera, Michela Murgia, Cathy La Torre, Vladimir Luxuria e Gabriella Greison così come Eliana Liotta che ha raccontato al pubblico l’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo attraverso collegamenti e focus dedicati al tema dell’edizione 2020.

“L’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo ha partecipato con convinzione a un’iniziativa che ha dimostrato la capacità di rinnovarsi e reinventarsi in questo momento di difficoltà. Il successo del programma testimonia quanto gli archivi costituiscano un patrimonio culturale preziosissimo per l’intera comunità, da tutelare e valorizzare. Il costante impegno di Intesa Sanpaolo per la parità di genere, ribadito nel piano d’impresa, è il segno più tangibile di una cultura aziendale che ha saputo far tesoro di una storia capace di parlare all’oggi.” Ha dichiarato Barbara Costa, Responsabile dell’Archivio Storico Intesa Sanpaolo.

Stefania Auci, ha letto un suo testo inedito redatto appositamente per l’evento, ripercorrendo frammenti di storia del patrimonio custodito nell’Archivio e nel Museo Storico di Reale Mutua.

#LaCulturaNonSiFerma è uno degli hashtag più diffusi sui social in questo momento di emergenza sanitaria – ha dichiarato Carlo Enrico de Fernex, Responsabile Comunicazione Istituzionale di Reale Mutua – Reale Mutua è orgogliosa di ripartire subito con un segnale positivo, sostenendo il prestigioso evento annuale dedicato agli Archivi e diventando parte attiva di un processo virtuoso che ha l’obiettivo di diffondere la cultura.

Attraverso un appassionante viaggio digitale, i contenuti proposti dagli archivi potranno godere della massima visibilità, anche a distanza, e divenire un prezioso patrimonio comune, raggiungendo pubblici nuovi e ponendo le basi per innovative future esperienze di condivisione”.

Attraverso i testi della scrittrice Francesca Manfredi, viene raccontato il posto speciale che le donne hanno sempre avuto in Lavazza che anche grazie al podcast Il caffè è donna partecipa alla nuova edizione di Archivissima.

“La rinnovata partecipazione di Lavazza alla nuova versione digitale di Archivissima ci ha portato a considerare come nel periodo più ‘chiuso’ della nostra storia recente gli archivi storici non siano mai stati così aperti, grazie alla digitalizzazione.” dichiara Marco Amato, Lavazza Museum Manager. “In questo momento storico particolare è significativa l’importanza dell’Archivio e della narrazione del presente che servirà al futuro, nella speranza che le nuove generazioni possano comprendere e farne memoria. Come Archivio Storico Lavazza abbiamo reso fruibili da aprile dei percorsi narrativi digitali, permettendo ai visitatori di ripercorrere la storia delle storiche figurine e dei celebri Calendari realizzati dai più importanti fotografi del mondo e approfondire il legame iconografico e culturale tra il caffè e la femminilità. Proprio quest’ultima sezione, intitolata ‘Il caffè è donna’, è stata al centro della nostra partecipazione alla nuova edizione di Archivissima. Attraverso il podcast della scrittrice Francesca Manfredi, è stato raccontato e valorizzato il posto speciale che le donne hanno sempre avuto in Lavazza.”

Un  ulteriore podcast a cura della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro – per il terzo anno consecutivo Charity Partner di Archivissima – ha raccontato, attraverso le parole del direttore scientifico dell’Istituto Anna Sapino, come Candiolo è stato coinvolto in prima linea durante l’emergenza legata al Coronavirus.

Il Polo del ‘900 di Torino si è confermato partner dell’iniziativa, mettendo a disposizione i patrimoni degli Istituti afferenti e offrendo i propri spazi come location per le registrazioni e le dirette social. Il Polo del ‘900, in collaborazione con Archivissima e Anai, è stato anche organizzatore di Archivio, umano, digitale. Dialoghi sul futuro degli archivi, un momento di dialogo digitale tra alcuni protagonisti del mondo culturale collegati a diverso titolo al mondo degli archivi.

Grazie alla media partnership con La Stampa non sono mancate anche quest’anno le colazioni d’archivio con La Stampa, nella cornice del bar Zucca. Ospiti di questa edizione speciale sono stati, per il tempo di un caffè: Chiara Appendino, sindaca di Torino, che ha dialogato con il giornalista Luca Ferrua sui tema dei diritti delle donne e del loro ruolo nella società, a partire da alcune pagine storiche tratte dall’archivio del quotidiano (Il voto delle donne – Liliana Cavani, 26 aprile 1976; Chiara Appendino è sindaco. Svolta storica per Torino – Luca Ferrua, 20 giugno 2016; Subcultura maschilista all’italiana – Elsa Fornero, 27 maggio 2020); Mariachiara Guerra di Atelier Heritage, che ha raccontato i profili di tre donne della Resistenza, intrecciando documenti dell’archivio di Istoreto e storie radicate nel territorio urbano (Elena Ottolenghi, Teresa Noce e Liberina Lucca); Sergio Momo, creatore del brand Xerjoff, che ha portato le suggestioni dell’odore della carta all’interno di un profumo inedito, evocando il mondo materico degli archivi al centro del Festival.

La mostra: Archivissima ha presentato anche Epochè – La figura femminile negli archivi, un percorso visivo tra le diverse sfaccettature della presenza delle donne nei documenti d’archivio. In particolare,grazie a Intesa, la mostra potrà contare su una selezione di immagini e documenti che raccontano la presenza femminile negli istituti bancari tra la Prima Guerra Mondiale e gli anni ‘60. Dal Centro Storico Fiat si sono potute attingere immagini e filmati d’epoca sulla vita delle impiegate Fiat negli anni ‘50 e ‘60: quasi invisibili, e raramente ricordate fra i lavoratori nelle presentazioni dell’azienda. Dagli archivi di Reale Mutua sono stati selezionati le fotografie e i video dell’ingresso in azienda, dal 1926, delle prime dattilografe al lavoro negli uffici. Grazie agli archivi Lavazza la mostra include una raccolta iconografica sulle campagne pubblicitarie con protagonista Carmencita che, come le donne italiane, nel corso degli anni ha smesso i panni di damigella in difficoltà e ha affermato la sua indipendenza.

Infine dal portale Irenstoria di Iren è stato selezionato un gruppo di immagini che rappresentano due momenti: la campagna per la metanizzazione e una sfilata di moda negli spazi dell’azienda.

“Felici di aver partecipato a questa manifestazione che ci ha dato la possibilità di dare luce ad una parte del nostro archivio, che abbiamo iniziato ad ordinare e valorizzare a partire dal 2011 con il progetto Iren storia. Nell’anno del compleanno di Iren (2010-2020), ancora di più teniamo a sottolineare l’importanza delle nostre origini, risalenti agli inizi del ‘900, attraverso le aziende municipalizzate che hanno iniziato il percorso verso la gestione dei servizi essenziali con attenzione ai cittadini. La nostra storia è parte della storia dell’Impresa Italia.” Ha dichiarato Renato Boero, presidente Iren.

Format cardine del Festival è stata come ogni anno La Notte degli Archivi, che si sé svolta venerdì 5 aprile. Gli archivi storici di enti pubblici, istituti culturali e grandi aziende che hanno confermato la loro partecipazione sono stati oltre 170 da tutte le regioni italiane.

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