Familiari vittime ThyssenKrupp: “Chiediamo revisione del processo e delle pene”

“Chiediamo che ci sia una revisione del processo e delle pene. Ce lo devono: a noi e, soprattutto, ai nostri ragazzi”. Così Rosina Platì, madre di Giuseppe, una delle sette vittime del rogo della Thyssenkrupp, anticipa la richiesta che i familiari degli operai morti nel dicembre 2007, faranno oggi a Palazzo Chigi nell’incontro con il premier Giuseppe Conte e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

“Saremo a Roma con largo anticipo. Mi aspetto che il premier e il ministro prendano posizione nei confronti del governo tedesco” prosegue Platì, in viaggio verso Roma.

L’incontro a Palazzo Chigi è stato chiesto dai familiari dopo la notizia, la scorsa settimana, che i manager tedeschi Harold Espenhahn e Gerald Priegnitz, condannati in Italia, hanno ottenuto la semilibertà in Germania prima di entrare in carcere.

All’incontro parteciperà anche la sindaca di Torino, Chiara Appendino.

Lo scorso 17 giugno era stata concessa la semilibertà ai due manager, provvedimento che prevede che i condannati trascorrano in carcere la notte e che di giorno lavorino all’esterno. Sono contemplate anche agevolazioni in materia di socialità all’interno dell’istituto di pena. La semilibertà può essere concessa in presenza di tre requisiti: assenza del pericolo di commissione di reati della stessa indole (in questo caso si tratta di omicidio colposo), assenza del pericolo di fuga, assenza di recidiva.

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+++ Aggiornamento ore 15 +++

Il premier Giuseppe Conte ha invitato i familiari a scrivere una lettera per la cancelliera tedesca Angela Merkel, lettera che lui le consegnerà personalmente al prossimo incontro.



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