Torino, approvato nuovo decentramento: restano le 8 circoscrizioni

Con 27 voti a favore, tre contrari nella maggioranza e sette astenuti, anche all’interno dei 5 Stelle, il Consiglio comunale di Torino ha approvato le modifiche al Regolamento del Decentramento. Primo effetto il mantenimento delle attuali 8 Circoscrizioni, anziché la riduzione a 5 prevista in un primo momento dalla riforma avviata dalla precedente amministrazione.

Al proposito, la delibera approvata oggi in Aula ritiene necessaria in prospettiva una revisione degli attuali confini delle Circoscrizioni, basata su principi il più possibile oggettivi e misurabili. Un obiettivo che dovrebbe impegnare il prossimo Consiglio Comunale sin dall’inizio del mandato, con un’estensione temporale di proposta di ridefinizione dei confini che non vada oltre la metà del mandato stesso e ponga come base lo schema di revisione del Piano regolatore generale.

Una modifica significativa dell’articolo 29 bis riconosce come strumento statutario di partecipazione le Consulte di Quartiere – in luogo delle Commissioni di quartiere che sono state eliminate – allo scopo di assicurare una più larga partecipazione nella condivisione di problematiche di interesse pubblico locale. Nasce il Regolamento delle Consulte di quartiere nella forma di testo allegato al Regolamento del Decentramento ed è formato da quattro titoli e dodici articoli.

Il comma tre dell’articolo 26 (attribuzioni) prevede una nuova funzione tra le competenze del Presidente della Circoscrizione: il Presidente ha ora facoltà di delegare la partecipazione e il coordinamento delle nascenti Consulte di Quartiere a una o più persone, scelte tra i Coordinatori componenti la Giunta circoscrizionale.

All’articolo 45 è inserito il comma cinque riguardo gli Ordini del Giorno approvati con una maggioranza di 2/3 dei consiglieri circoscrizionali: il Consiglio di Circoscrizione potrà presentarli all’Amministrazione per discuterli in Commissione comunale entro novanta giorni, alla presenza degli assessori competenti.

La riformulazione dell’articolo 51 (commi uno bis e due) prevede che le entrate connesse a proventi derivanti da impianti sportivi, assegnazioni locali, tariffe e canoni per le concessioni (suolo pubblico, passi carrai, dehors stagionali, orti urbani) siano inserite in appositi capitoli del bilancio circoscrizionale affinché in sede di assestamento una parte non inferiore al cinquanta per cento, delle maggiori entrate introitate nell’esercizio precedente rispetto alle previsioni, sia destinato al finanziamento di maggiori spese.

La riforma comprende infine un allegato con il dettaglio delle competenze in vari settori (sociale, scolastico, sport, biblioteche decentrate, lavori pubblici, cultura, commercio, ambiente, viabilità e mobilità, gioventù, pianificazione territoriale, lavoro). Come ha evidenziato in Aula la presidente della Commissione, Maura Paoli, in alcuni casi le deleghe sono state rafforzate, in certe materie sono state dettagliate in modo più preciso, in altri casi sono state centralizzate per rafforzare gli strumenti di collaborazione.



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