Angel down, intervista con Therry Romano

Lo scorso novembre si è svolta online una delle interessanti iniziative del Collettivo Scrittori Uniti, di cui siamo da anni partner. Si trattava di una sorta di gara tra autori tra i quali alcuni giornalisti dovevano scegliere chi più di altri li aveva incuriositi. Il sottoscritto aveva selezionato Therry Romano ed il suo Angel down e questo è il momento di scoprire meglio libro e autrice.

Angel down comincia in maniera non banale con una fuga dagli inferi. Syn è prigioniera da secoli in un luogo talmente oscuro che nemmeno lo stesso Lucifer è a conoscenza della sua presenza. Tuttavia la donna emana ancora una luce che il suo carceriere non è riuscito a nascondere del tutto e partendo da quella luce si svilupperà un’avventura che porterà all’ennesimo scontro tra angeli e demoni, tra bene e male. Trovate qui la recensione completa del libro.

Therry Romano ha risposto alle mie domande.

Da cosa è nata l’idea di questa storia?

L’idea nasce da un’apparizione ricorrente nel 2016: un’essenza, avvolta dal buio, che emetteva flash di luce.
L’ho ricondotta alla mia vita di quel periodo sofferto in cui seguivo mia figlia affetta da depressione. Sarà stato il desiderio di vederla ‘uscire dal buio’? Non so, ma mi ha talmente ossessionato che ho deciso di metterla su carta. E quando Syn emerge dalle tenebre, le ho dato una connotazione di genere fantasy.

Syn, che in partenza sembra essere la luce che tutto sa, si rivela dopo poco vittima e poi predestinata. Ci racconti il personaggio?

È un personaggio sofferto e complicato, in quanto, morta giovane nel 1300 ai tempi della peste, nonostante tutto, è rimasta figlia di quell’epoca sia nella mentalità rigida che nello stile di vita. Era una ragazza integerrima, scelta da un Principato per diventare un angelo custode e, grazie al suo maldestro altruismo, si ritrova ‘punita’ per il suo buon cuore e dimenticata. Ha avuto tempo per rammaricarsi, ma soprattutto per non rassegnarsi a quello che sembrava il suo destino. È una giovane buona nel carattere, ma indurita dal destino e dalla lontananza di una famiglia amata che dispera di non poter più incontrare. È colta, intelligente, dedita a compiere il suo dovere fino al sacrificio, soprattutto per quello che riguarda i suoi sentimenti. Insomma è una combattente, come tutte le mie protagoniste che cercano il riscatto e Syn, pur stando in equilibrio tra luce e buio, alla fine lo troverà.

Sono molteplici i riferimenti alla tradizione religiosa e letteraria. Quali sono i principali temi della tradizione a cui questa storia è legata?

Mi sono dilettata per anni a studiare le religioni, ma di base ho usato quella cattolica, con inserti di antico testamento e lettere di San Paolo. Ho studiato le cerchie angeliche, cercando di dare loro una sorta di personalità, individuando nei Principati, autori di molti disegni divini che ricadono, con conseguenze inaspettate, sugli esseri umani. Dalla letteratura arrivano gli angeli da Dante Alighieri di cui ho studiato tanto alle superiori, mischiandone le descrizioni con quelle di Boccaccio che li voleva ribelli o nel ruolo di messaggeri. Nel secondo libro hanno subito un’evoluzione ispirata da Baudelaire con i suoi ‘Fiori del male’.
I temi principali sono la ribellione, la condanna e la cacciata dall’Eden, la rivolta di Lucifero e l’espansione del male tra i mortali. L’eterna lotta tra bene e male sono il filo conduttore, che mi diverto intrecciare in situazioni fuori del comune.

Nel tuo romanzo i demoni non sono del tutto cattivi e gli angeli non sono necessariamente buoni. Bene e male si mischiano in ognuno di noi?

I demoni nascono dalla ribellione del figlio prediletto del Padre (ne approfondisco la storia nel secondo volume) e così Lucifero crea il suo regno. Essendo sia celesti che demoni ‘figli’ di un unico creatore, hanno la medesima matrice. Ma a contatto con altri mondi, vanno ‘secondo natura’ ossia dove prevale l’attrazione per il bene o il male.
Gli umani, quindi noi, abbiamo nascita divina, per opera del Padre, quindi saremmo a immagine e somiglianza sua, ma esposti all’opera dei suoi figli. Il libero arbitrio è fondamentale per le regole del Padre e come tutti i suoi figli siamo liberi di scegliere. Bene e male convivono e sta a noi sceglierne la direzione.

Luce e buio hanno un ruolo centrale nel racconto. L’intero mondo che hai creato può essere una rappresentazione dell’animo umano?

Assolutamente sì. Gli stimoli degli ultimi anni e gli eventi che si stanno succedendo mi hanno composto il mosaico di un mondo totalmente allo sbaraglio ma con persone che ancora esercitano il diritto di scelta. Possiamo essere angeli o demoni, ma mai totalmente apatici. Io mi sento una creatura del buio ma con sete di giustizia (quindi luce) che desidera uscire, ma che fatica ad adattarsi al mondo in cui viviamo. E tu a cosa senti di appartenere?

Questo romanzo ha un seguito… cosa accade ancora?

Direi di tutto e inaspettato! Angel down rappresenta la creazione del mondo e la nascita dei personaggi, ma i loro desideri e i loro progetti si realizzano nel volume di Unsung Angel.
Syn dovrà decidere se essere luce o ombra, regina degli Inferi o una creatura di luce. Il più delle volte la sua insicurezza e il suo essere attratta da un elemento o un altro irritano un po’, ma le scelte, si sa, sono difficili e non prevedibili. Vi svelerò il mondo dei demoni, il gelido mondo divino e alcuni personaggi che condurranno inevitabilmente all’epilogo.
È stato realizzato il progetto di un terzo volume e uno spin off, ma intreccerò le vite di Syn e gli altri con altri mondi prevalentemente fantasy. È un genere che amo e che mi piace colorare con nuove sfumature. Spero piaccia anche a voi.



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