Diciotto sculture per Torino, intervista con Franca Rizzi Martini

Diciotto sculture selezionate tra quelle che possiamo incontrare ogni giorno per le strade di Torino hanno ispirato i diciotto racconti che compongono la raccolta Diciotto sculture per Torino, curata da Franca Rizzi Martini per Neos Edizioni.

La raccolta si inserisce nel meritevole perorso che la Neos sta svolgendo affiancando arte, territorio e letterartura e che sta dando ottimi risultati. Le sculture selezionate sono La Fontana dei Dodici mesi, Fontana La Dora, Monumento al Traforo del Frejus, Eco, Bicicletta verde, Sul campo del dolore e Sul campo di battaglia, Il T’oro, Tomba della pittrice Sofia Giordano, Clerk, Cane da caccia, Dio Moloch, “Giustizia, Liberalità, Pietà e Vittoria”, Il Fante d’Italia, Fontana Angelica, In limine, Sintesi 59, Fontana Igloo, Punti di vista, Arco monumentale all’Arma dell’Artiglieri. Immagino che le abbiate viste tutte se siete di Torino, ma è probabile che di molte non conosciate la storia. Trovate qui la recensione completa del libro e l’elenco degli autori.

Franca Rizzi Martini ha risposto alle mie domande.

Prosegue il viaggio di Neos che affianca arte, territorio e letteratura. Ce lo racconti?

La Neos ha sempre uno sguardo attento sul territorio Piemontese e in questa collana Di arte in arte, abbiamo coniugato la narrativa con le opere d’arte. Dopo il primo numero Sedici ritratti per Torino dove l’attenzione era puntata su opere pittoriche presenti in vari musei torinesi, con Diciotto sculture per Torino abbiamo scelto monumenti e sculture che ornano in gran numero la città e che rimangono sconosciute ai più.

In questo caso lo spunto sono quindi le sculture di Torino. Come le avete scelte?

Abbiamo scelto una serie di sculture anonime per permettere agli autori di creare delle storie in piena fantasia, senza essere condizionati da personaggi storici, quindi allegorie, animali e sculture moderne che potessero ispirare i nostri autori.

Come hanno accolto gli autori la proposta di scrivere racconti ispirati alle sculture?

Io ho proposto una quarantina di opere dando la massima libertà agli autori di scegliere la scultura che più ispirasse la loro fantasia. Le mie proposte sono state accolte con molto entusiasmo e il risultato è una serie di racconti molto vari per stile e per tema che portano il lettore a fare un bell’itinerario fra le strade della città. Alla fine di ogni racconto c’è la foto del monumento e una scheda tecnica da me redatta su ciascuna delle opere scelte. La prefazione di Edoardo Di Mauro, direttore dell’Accademia Albertina e direttore artistico del Museo di Arte Urbana di Torino aumenta ulteriormente la preziosità di questo libro.

Qual è la scultura torinese che ami di più?

Anche io ho scritto un racconto e mi sono lasciata ispirare dal mulo che si trova nell’arco del Valentino. Il mulo che ha svolto un’importantissimo ruolo nella Prima guerra mondiale, racconta la guerra vista con i suoi occhi. Speravo che questa statua non venisse scelta dagli altri autori, perché mi ha subito ispirato e sono riuscita ad aggiudicarmela.

Quale sarà il prossimo passo di questo percorso?

Il terzo numero è in programmazione; il tema sarà ancora la pittura, ma è da decidere se sarà all’interno di musei o all’aperto.

Anche questa volta i diritti d’autore saranno donati. A chi?

I diritti d’autore saranno devoluti anche quest’anno all’associazione International Help onlus a sostegno delle sue attività umanitarie.



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