Miocarditi e pericarditi dopo vaccino anti Covid mRna (Pfizer/BioNTech e Moderna): il punto sui casi negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti il Comitato consultivo del Cdc sulle pratiche di immunizzazione (Acip) si è riunito per discutere gli ultimi dati sulle segnalazioni di casi lievi di infiammazione del muscolo cardiaco e del tessuto circostante, miocarditi e pericarditi, dopo la vaccinazione anti Covid tra i giovani. La Food and Drug Administration valuta di aggiungere un’avvertenza ai vaccini anti-Covid a mRna prodotti da Pfizer/BioNTech e Moderna sui rari casi di miocardite, infiammazione cardiaca, negli adolescenti e nei giovani.

Scrive il Fatto Quotidiano:

La conclusione a cui sono arrivati gli esperti è che l’infiammazione negli adolescenti e nei giovani adulti è “probabilmente collegata”, ma che i benefici dei vaccini superano il rischio

Un altro articolo del Fatto Quotidiano riporta anche i numeri di questi casi registrati finora negli Stati Uniti:

Secondo i dati riportati dai Cdc, aggiornati fino all’11 giugno, si sono registrati 484 rapporti preliminari di infiammazione del cuore, di questi 148 sono ancora in studio, mentre 323 casi sono stati esaminati e refertati come miocardite o pericardite. La fascia di età sulla quale erano focalizzate le attenzioni va dai 12 a 29 anni, e riguarda coloro che hanno ricevuto i vaccini Pfizer o Moderna. Sui 323 casi riportati, 309 sono stati ricoverati in ospedale, di questi 295 ad oggi risultano dimessi, 9 invece sono ancora in ospedale, di questi 2 in terapia intensiva, mentre 14 non sono mai stati ricoverati.

L’appello da parte di esperti ed istituzioni rivolto ai genitori a vaccinare gli over 12
“I vaccini anti-Covid sono sicuri ed efficaci e prevengono la malattia da Covid-19. Aiuteranno a proteggere voi e la vostra famiglia e a proteggere la comunità. Incoraggiamo vivamente tutti coloro di età pari o superiore a 12 anni che hanno diritto a riceverli a vaccinarsi, poiché i benefici della vaccinazione superano di gran lunga qualsiasi danno. Soprattutto con la preoccupante variante Delta di Sars-CoV-2 che circola sempre più e ha un impatto più facile sui giovani, i rischi di non essere vaccinati sono molto maggiori di qualsiasi raro effetto collaterale dei vaccini”, si legge nella dichiarazione congiunta firmata per per primi dal Dipartimento della salute (Hhs, con Rachel Levine) e i Cdc (Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, con il direttore Rochelle Walensky), che scendono in campo insieme agli esperti, dai pediatri ai cardiologi. Nell’elenco figurano l’associazione dei medici di famiglia e quella degli ostetrici e ginecologi, l’American Academy of Pediatrics (Aap) e l’American Heart Association, ma anche le organizzazioni che riuniscono infermieri, epserti di sanità pubblica, l’American Medical Association, e molte altre realtà associative.