Come mai l’Italia è una delle squadre favorite dell’Euro Cup 2020?

Diciamolo pure: da diversi anni gli Azzurri non iniziavano una competizione internazionale in questo modo. Trame convincenti, una squadra solida, voglia di vincere: insomma, una sorpresa sia per noi tifosi che per i nostri avversari.

Un effetto sorpresa
In realtà, parlando di Nazionali di calcio degli ultimi anni, l’Italia non era certo una squadra su cui molti puntavano. Basta vedere le quote live di scommesse sugli Europei da parte dei più importanti bookmakers: davanti agli Azzurri per lungo tempo si sono trovate nazioni quali la Francia, il Portogallo, la Spagna.

La nostra Nazionale marciava di piccolo cabotaggio dietro le grandi dell’Europa. E invece, dopo questo primo turno di eliminatorie, tutti hanno potuto notare come e quanto la squadra italiana sia efficace sul campo – diciamolo pure, anche aiutata da un turno eliminatorio abbastanza favorevole.

Le statistiche parlano chiaro
Solo i più attenti, e quelli che più amano i numeri, si sono resi conto della verità: che l’ultima sconfitta dell’Italia risale al settembre 2018 contro il Portogallo. Da allora, la squadra di Mancini è cresciuta in modo inesorabile, soprattutto come compagine.

All’interno della squadra italiana non ci sono i fuoriclasse di un tempo – ma c’è una compagine armonica e ben organizzata, che il Mister italiano è riuscito ad amalgamare andando a prendere elementi di spicco del panorama calcistico italiano e inserendo in modo sapiente un tessuto di talenti.

E il percorso fatto in questi due anni e mezzo, dove la squadra si è “fatta le ossa” battendo squadre tutto sommato non particolarmente impegnative, ha contribuito a creare questa coesione e questo spirito che l’ha resa più forte – e molto più pericolosa anche per le grandi del calcio. Ventisette risultati utili consecutivi non avvengono esattamente per caso. E la terza vittoria della squadra azzurra contro il Galles afferma che l’Italia c’è, eccome.

Le grandi hanno le loro magagne
Se è pur vero che gli avversari passati dell’Italia non sono stati così difficili, questo non vuole dire che non fossero comunque insidiosi – e questo ce lo confermano i risultati proprio delle grandi Nazionali europee date per favorite all’inizio della competizione.

Per fare qualche esempio pratico, l’Italia ha battuto due volte la Grecia, senza subire neppure un goal. Ma la Grecia è quella squadra che ha costretto la Spagna a un risicato 1-1 nelle qualifiche per i Mondiali 2022. E la Spagna nelle prime fasi degli Europei non è riuscita a superare la coriacea Polonia, battuta invece per 2-0 dall’Italia in novembre.
Sappiamo che la Spagna quest’anno “soffre” la mancanza dei campioni dell’Atletico Madrid. Ma cosa vogliamo dire dell’Olanda, che ha avuto il suo daffare contro l’Ucraina nella prima fase degli Europei? O la Francia che non è riuscita a battere l’Ungheria? Cosa che è riuscita al Portogallo solo in extremis, all’84° minuto?

Il segreto: la forza del gruppo
Roberto Mancini è riuscito a tirare fuori una grande squadra facendo leva sulle peculiarità del gruppo. Avendo una squadra composta di buoni elementi, ma nessun vero fuoriclasse, ha impostato la squadra secondo un principio fondamentale: quello secondo cui nella squadra tutti sono titolari.

E durante tutte le fasi delle partite, ha fatto ruotare la rosa che scendeva in campo in modo da dare spazio proprio a tutti: prova ne sia che fino a oggi, su 26 giocatori ben 25 hanno giocato (unica eccezione, Meret) e di questi, ben 20 hanno avuto l’opportunità di scendere in campo dall’inizio della partita come titolari.

Questo ha fatto sì che tutti mettessero il 101% dell’impegno per dimostrare al Mister le loro qualità, e che lo spirito di squadra – e si vede bene durante i cambi, dove tutti si abbracciano con grande spirito di fratellanza – fosse davvero la “marcia in più” che rende questa Italia, così umile e coscienziosa, un avversario molto più ostico di quello che poteva sembrare all’inizio del torneo.

In sintesi

Un effetto sorpresa
Le statistiche parlano chiaro
Le grandi hanno le loro magagne
Il segreto: la forza del gruppo