I nuovi dissuasori d’artista di Alice Arduino in piazza Statuto a Torino

Sono in corso Francia 2, all’angolo con angolo Piazza Statuto i nuovi dissuasori d’artista di Alice Arduino per continuare il lavoro di rigenerazione urbana sul territorio di Alto e Basso San Donato nella Circoscrizione IV a Torino. Il tema affrontato è “Caos Cittadino: colori e movimento” e lo spazio scelto in Piazza Statuto non è casuale.

La stessa Alice Arduino commenta così la sua opera: “Fare un progetto di arte urbana vuol dire creare un disegno che sia in sinergia e in linea con il territorio e l’ambiente circostante, sia dal punto di vista della grafica che dei colori. Questo vale per chiunque si pone come obiettivo di fare interventi artistici di riqualifica e di decoro urbano lavorando anche su superfici rovinate e deteriorate per portarle a nuova vita. Il mio progetto prevede di raccontare il caos cittadino in una zona della città altamente trafficata. Le linee, le curve, i colori e la grafica sono pensati per dare l’idea del movimento, raccontando il rumore cittadino, la velocità e la confusione che crea il traffico. Il motivo viene ripreso nei 4 dissuasori, ma si modificano i colori sinonimo di una città che cambia. In questo modo si realizza un’opera che allo stesso tempo abbia un suo equilibrio, risalti, ma non sia invasiva o pesante a livello estetico”.

L’obiettivo del progetto presentato al Comune di Torino è raccontare il quartiere attraverso l’arte. I dissuasori di sosta spesso non vengono visti o sono ignorati perché grigie si confondono nel panorama urbana, diventando causa di incidenti per automobili, bici, monopattini e pedoni. L’arte di Alice Arduino diventa quindi sociale e funzionale: sociale perché affronta temi per educare e sensibilizzare la cittadinanza e porta ad una riflessione del nostro tempo, funzionale perché cerca di migliorare la vita dei cittadini andando a risolvere problemi inerenti la viabilità.

Sono già stati realizzati altri interventi di decoro urbano a Parco Dora realizzando un murales contro il Catcalling e la molestia di strada verso le donne, e in Piazza Paravia affrontando il tema delle Relazioni umane e dell’ambiente circostante. Con il suo intervento ha affrontato temi come la violenza sulla donne e creato relazioni con gli abitanti del quartiere che si sono dimostrati entusiasti oltre ad essere i primi ad appoggiare la sua causa e i suoi progetti.

“I miei progetti sono autofinanziati. Non ricevo compensi o rimborsi spese da parte di Comune e Circoscrizione. E questo mi porta a denunciare anche la situazione in cui gli artisti si ritrovano quando svolgono arte pubblica a favore della città. La sensibilizzazione con gli abitanti e il racconto del progetto innesca molta solidarietà. Le persone vedono che c’è qualcuno che concretamente e attivamente interviene permigliorare le cose e allora chi può e vuole fa piccole donazioni spontanee che mi aiutano a finanziare il progetto. I soldi raccolti vengono poi investiti nel comprare nuovo materiale e colori e fare altri interventi artistici nella zona”.

Realizzare opere di arte pubblica nel quartiere porta notevoli benefici ai residenti:Risolve le problematiche inerenti alla viabilità, dona colore al grigiore della città, rendefelici gli abitanti che vedono qualcosa di bello e artistico nel quartiere generando ancheun senso di orgoglio per avere l’opera unica di una artista che si è adoperata per ilquartiere. E infine, sottolinea l’artista “aiuta i negozianti, bar, locali e della zona adaumentare i profitti. Sto scrivendo altri progetti per fare altri interventi nella zona, semprein Corso Francia e anche in Via Cibrario. Più opere riesco a realizzare più è possibilegirare nel quartiere per visitarle. Se in futuro venissero organizzati anche tour turistici distreet art per vedere le opere, il quartiere avrebbe maggiore visibilità”.

L’arte è un generatore urbano di energia e mette in moto molteplici meccanismi che favoriscono la ripresa economica e il benessere dei cittadini. Non potrà risolvere tutti i problemi esistenti, ma sicuramente riesce a migliorare la qualità della vita.

“I lavori artistici che sto realizzando piacciano, gli abitanti sono soddisfatti e per oranessuno si è lamentato ma anzi complimentato per quello che sto facendo, chiedendomi spesso di fare altri interventi. Spero che il Comune di Torino continui ad approvarmi i progetti e i luoghi scelti, comprendendo anche il valore del mio lavoro artistico, i benefici che porta e di come l’arte pubblica che sto realizzando sia un bene per tutta la comunità cittadina e la stessa Città di Torino”



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