Asti, preso in flagranza di reato spacciatore di GBL, meglio conosciuta come “droga dello stupro”

Nei giorni scorsi la Polizia di Stato – Squadra Mobile della Questura di Asti, unitamente alla Sezione di Polizia Giudiziaria della Polaria di Fiumicino, nell’ambito di una più ampia indagine condotta in sinergia tra i due uffici, sul contrasto alla diffusione di droghe, tra cui anche il GBL (gamma-butirrolattone), la cosiddetta droga dello stupro, ha operato un arresto in flagranza di reato per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti nei confronti di un cittadino di anni 30, domiciliato in un comune della provincia di Asti.

L’uomo, infatti, è stato colto in flagranza della detenzione ai fini di spaccio di un litro di GBL e, a seguito di una perquisizione operata dagli investigatori nella sua abitazione, è stato trovato anche in possesso di altra sostanza stupefacente del tipo anfetamina, nonché di centinaia di piccole confezioni di cellophane per la successiva messa in vendita della droga stessa.

È bene precisare come, dal litro di sostanza stupefacente del tipo GBL, viene ricavato un quantitativo di dosi da smerciare che va dalle 1400 alle 1800, per un potenziale guadagno complessivo di 10.000 euro.

A seguito dell’udienza per direttissima il Tribunale di Alessandria, competente per territorio, ha convalidato l’arresto del trentenne, disponendo nei confronti dello stesso la misura cautelare del divieto di dimora nella Regione Piemonte.

La Polizia di Stato è particolarmente impegnata nel contrasto allo spaccio delle sostanze stupefacenti, tra cui questo tipo di droga, che per le sue caratteristiche è particolarmente insidiosa.

Infatti, va sottolineato che il GBL si trova in forma liquida e si presenta incolore, inodore ed insapore, tanto che qualsiasi bevanda può essere adulterata senza destare il minimo sospetto nella vittima. Sono necessarie piccole quantità di GBL per provocare nell’assuntore, in un tempo d’azione massimo di 10 minuti, effetti ipnotici, sedativi, dissociativi, e, soprattutto, renderlo sessualmente accondiscendente. Proprio per queste sue caratteristiche viene definita come “droga dello stupro”, in quanto utilizzata per lo più allo scopo di allentare i freni inibitori della vittima con l’intenzione, spesso, di perpetrare una violenza sessuale.

Inoltre, dal momento stesso in cui viene metabolizzata, la GBL provoca un’amnesia anterograda cosicché la vittima non ricordi assolutamente nulla di quanto vissuto, se non un senso di smarrimento, vertigini e confusione, nei casi meno gravi. Infine, è una sostanza che può determinare alterazioni importanti delle funzioni del cervello, sino al verificarsi di perdita completa dei sensi o morte per arresti respiratori.