Che cosa è la peste suina, dove si sta diffondendo in Piemonte e Liguria e quali sono i sintomi della malattia

La Peste suina africana (PSA) è una malattia virale, altamente contagiosa e spesso letale, che colpisce suini e cinghiali ma che non è trasmissibile agli esseri umani.

È una malattia con un vasto potenziale di diffusione. Un’eventuale epidemia di PSA sul territorio nazionale potrebbe ripercuotersi sul patrimonio zootecnico suino con danni ingenti sia per la salute animale che per il comparto produttivo suinicolo e sul commercio internazionale di animali vivi e dei loro prodotti.

Infatti L’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte ha subito fatto scattare le “procedure d’emergenza” per delimitare la zona infetta e la
zona di sorveglianza. L’area infetta individuata dal ministero della Salute e dalle Regioni Piemonte e Liguria coinvolge 78 Comuni, 54 in Piemonte e 24 in Liguria. In vista dell’ordinanza ministeriale prevista per l’inizio della prossima settimana, la Regione Piemonte ha chiesto ai sindaci di “vietare sul loro territorio l’esercizio venatorio a tutte le specie” e di “innalzare al livello massimo di allerta la vigilanza sulle misure di biosicurezza nel settore domestico, con particolare riguardo a tutte le operazioni di trasporto e di movimentazione degli animali, di mangimi, prodotti e persone”. “Stiamo agendo con la massima tempestività, – spiega l’asses

L’Organizzazione mondiale per la sanità animale ed il Nuovo Regolamento di sanità animale della Commissione Europea annoverano la PSA nella lista delle malattie denunciabili: qualunque caso, anche sospetto, deve essere denunciato all’autorità competente, come previsto già dal Regolamento di polizia veterinaria – DPR n. 320 del 8.2.1954 art.1.

La PSA è causata da un virus della famiglia Asfaviridae, genere Asfivirus, incapace di stimolare la formazione di anticorpi neutralizzanti.

I sintomi principali negli animali colpiti sono: febbre, perdita di appetito, costipazione, emorragie interne, emorragie evidenti su orecchie e fianchi.

Gli animali che superano la malattia possono restare portatori del virus per circa un anno. Il virus è dotato di una buona resistenza in ambiente esterno e può rimanere vitale anche fino a 100 giorni sopravvivendo all’interno dei salumi per alcuni mesi o resistendo alle alte temperature. Nel sangue prelevato è rilevabile fino a 18 mesi.

La malattia si diffonde direttamente per contatto tra animali infetti oppure attraverso la puntura di vettori come le zecche. La trasmissione indiretta si verifica attraverso attrezzature e indumenti contaminati, che possono veicolare il virus, oppure con la somministrazione ai maiali di scarti di cucina contaminati, pratica vietata dai regolamenti europei dal 1980, o smaltendo rifiuti alimentari, specie se contenenti carni suine, in modo non corretto.



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