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Pd e Leu: la locandina della Regione Piemonte per il Giorno del Ricordo sembra propaganda nazista

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“E dopo il fumetto pubblicato da una casa editrice di estrema destra e farcito di errori storici dell’anno scorso, anche quest’anno la Regione a trazione nera non perde il vizio ed esce con una locandina che ha l’aspetto di un manifesto di propaganda nazista, con tanto di partigiani di Tito rappresentati come mostruosi giganti neri. Le manipolazioni legate al Giorno del Ricordo continuano, impiegando – per l’ennesima volta – denaro pubblico e utilizzando il Circolo dei Lettori” – dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi in merito alla locandina dell’iniziativa “Identità oltre confine”, per la quale la Regione ha definito un budget di 31.114 euro.

“Vorrei sapere se il Presidente Cirio ritiene che questa locandina si presti a una ‘grande indagine culturale’”. – prosegue Grimaldi. – “Testi e iniziative rigorosi e ben fatti, che facciano luce su quella fase della storia, ne esistono, ma la nostra destra in genere non perde occasione per aggredire verbalmente e minacciare chi li promuove, siccome alla storia preferisce da sempre il revisionismo cialtrone. Tant’è che Fratelli d’Italia ha depositato in Senato un disegno di legge per equiparare le uccisioni compiute sul confine orientale durante e alla fine della Seconda guerra mondiale dai partigiani jusgoslavi al genocidio degli ebrei portato avanti dal regime nazista. A che pro? Proprio per poter accusare di negazionismo e riduzionismo gli storici che si rifanno ai fatti, collocano la vicenda nel suo contesto e cercano di spiegarla”.

Dello stesso avviso il vice Presidente del Consiglio regionale Mauro SALIZZONI: “Non condivido questo modo di rappresentare il Giorno del Ricordo da parte della Regione Piemonte. Un modo conflittuale, a senso unico, con le stelle rosse armate che cacciano civili perbene terrorizzati. È chiaro l’intento di riaccendere polemiche, che ci riportano indietro ad un clima da anni Cinquanta, con i buoni da una parte e i cattivi dall’altra. Non sposo posizioni ‘giustificazioniste’, non giustifico niente, semplicemente vorrei che si raccontassero i fatti dall’una e dall’altra parte, senza rappresentazioni grottesche”.

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