Torino, a Porta Palazzo gli Ecomori s’impegnano per la lotta allo spreco alimentare

Un “albero della terra e della vita” creato dall ‘artista Cristina Pistoletto, sul quale hanno trovato posto non solo frutti ma anche ortaggi recuperati a Porta Palazzo. Un monologo “Buttare o non buttare” di vago sapore shakespeariano recitato da un ragazzo degli Ecomori, mentre il gruppo dava vita a una azione scenica davanti al Mercato Centrale.

Così si è svolto il “Saluto Salvacibo” nel cuore di Porta Palazzo, nell’ambito della Giornata Nazionale contro lo Spreco Alimentare. Alla manifestazione di Eco dalle Città ha partecipato la Città di Torino con la presenza e l’intervento dell’assessora Chiara Foglietta, che ha anche portato i saluti del Sindaco.

Almeno 400 tonnellate di frutta verdura recuperate tra i mercati torinesi – con i progetti Repopp e Sabato Salvacibo – e i grossisti del Caat – con il progetto Sabato Salvacibo : questo il bilancio dell’attività nel 2021,presentato per l’occasione.. Altre tonnellate sono state recuperate in pane e prodotti di forno o anche altri generi alimentari da piccoli supermercati. Questo lavoro di Eco dalle Città – e in particolare dei rifugiati africani detti “Ecomori” – è sostenuto dalla Città di Torino (divisione Ambiente ma anche bandi dei Servizi Sociali) e anche da Iren/Amiat e da Novamont.

Tra le nuove attività intraprese, quella della Cucina ” ecomora”, che trasforma eccedenze di verdura in piatti unici, cucinati al pomeriggio con la collaborazione del Mercato Centrale e destinati a persone in difficoltà. Questa mattina, mentre i cuochi finivano di porgere decine di crostini con pesto di melanzane, salsa di radicchio e arachidi e guacamole ( tutti ingredienti recuperati), Cristina Pistoletto spiegava il senso dell’albero della vita e il suo legame anche filosofico col recupero della frutta e verdura. Al pomeriggio in una quindicina di mercati torinesi si è tenuto il Sabato Salvacibo, ovvero recupero e redistribuzione delle eccedenze di ortofrutta in ulteriori mercati rispetto a quelli tradizionali del Repopp.



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