Gli scienziati di Extinction Rebellion protestano con un flash mob alla Regione Piemonte

Questa mattina, a due giorni di distanza dalla diffusione dell’ultimo capitolo del report dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) [1], il principale organismo scientifico per la valutazione della crisi climatica, alcuni ricercatori dell’Università degli Studi di Torino e del Politecnico si sono recati presso gli uffici dell’Assessorato alle Opere Pubbliche e Difesa del Suolo della Regione Piemonte, indossando simbolicamente il loro camice bianco, e hanno iniziato a incollare il report su tutte le vetrate del palazzo, fino all’intervento delle forze dell’ordine.

“Questo nuovo capitolo – dichiarano i giovani ricercatori – delinea le misure di mitigazione necessarie a ridurre rapidamente le emissioni di gas serra. Si afferma che le emissioni climalteranti dovranno iniziare a diminuire dal 2025, tra tre anni e dimezzarsi entro il 2030. Si ricorda che il costo di solare e eolico è diminuito dell’85 % dal 2010 ed oggi più conveniente di nucleare e gas”. “In Piemonte – continuano – la Giunta Regionale promuove nucleare, termovalorizzatori e auto a combustione interna. Per tale ragione, siamo qui per chiedere ai Consiglieri Regionali di minoranza e agli stessi funzionari che hanno scritto la Strategia Regionale sui cambiamenti climatici, completamente ignorata dall’attuale giunta regionale, di prendere posizione pubblicamente”. Il 22 febbraio, infatti, a conclusione del Consiglio Regionale Aperto sullo stato di emergenza ecoclimatica (ottenuto dopo otto giorni di sciopero della fame di un attivista del movimento), la Giunta Regionale del Piemonte ha votato un ordine del giorno che propone “centrali nucleari di ultima generazione, alla fissione nucleare, alla filiera dell’idrogeno,
alla costruzione di nuovi termovalorizzatori o all’aumento delle estrazioni nei giacimenti di gas nazionali” [2]. Una posizione ideologica, antiscientifica e irresponsabile, che contraddice ciò che i numerosi esperti, professionisti e docenti universitari, hanno rimarcato nei loro interventi durante lo stesso consiglio.

L’iniziativa di oggi si inserisce all’interno di una giornata di mobilitazione internazionale, in cui centinaia di scienziati in tutto il mondo hanno scelto di entrare in azione con diverse forme di disobbedienza civile. Questa mattina, infatti, altre azioni si sono registrate alla Raffineria ENI di Porto Marghera, all’Università La Sapienza di Roma e in tante altre parti del mondo. Scientists Rebellion è una community di scienziati nata dentro Extinction Rebellion, con lo scopo di sottolineare come sia ormai necessario e non più procrastinabile ascoltare la scienza e come sia un dovere degli scienziati prendere posizione. Come si legge sul sito di Scientists Rebellion, infatti: “Se nemmeno noi scienziati abbiamo un comportamento coerente con questa situazione di emergenza, come possiamo pretendere che lo faccia la gente?” [3]. Pochi mesi fa, a Glasgow, il gruppo ha fatto parlare di sé organizzando diverse azioni in occasione della COP26, le quali si sono concluse con l’arresto di 21 scienziati e hanno spinto la prestigiosa rivista scientifica Nature a prendere posizione in un raro editoriale [4]. A Torino, il 17 febbraio, tre dottorandi erano già entrati in azione presso gli uffici dell’Assessorato all’Ambiente in Via Principe Amedeo [5].

Nonostante decenni di avvertimenti di scienziati e altri studiosi, i gas climalteranti in atmosfera hanno continuato ad aumentare esponenzialmente, e la temperatura media globale sta aumentando di conseguenza. In Piemonte non piove significativamente da tre mesi, i fiumi sono in secca e molte centrali idroelettriche chiuse. Diversi comuni hanno posto restrizioni all’uso
dell’acqua, se non per ragioni alimentari e di igiene personale e gli agricoltori stanno esprimendo grande preoccupazione per i raccolti [6]. Con questo atto simbolico, il gruppo locale di Extinction Rebellion vuole ancora una volta richiamare la giunta regionale alle proprie responsabilità. Allo stesso tempo, i ricercatori invitano tutti coloro che si occupano di scienza e ricerca nelle Università piemontesi e in altre istituzioni a prendere parola e ad unirsi a Extinction Rebellion con azioni di disobbedienza civile nonviolenta.

È tempo che chi è stato eletto per tutelare la cittadinanza prenda sul serio la gravità dei fatti riportati dalla comunità scientifica e inizi a trattare la crisi climatica come tale, mettendo in campo tutte le misure necessarie.

Fonti
[1] https://www.ipcc.ch/assessment-report/ar6/
[2] http://www.cr.piemonte.it/web/comunicati-stampa/comunicati-stampa-2022/529-febbraio-2022/10639-clima-via-libera-a-tre-odg-di-maggioranza
[3] https://scientistrebellion.com/
[4] https://www.nature.com/articles/d41586-021-03430-5
[5] https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2022/02/scienziati-ribelli-clima-ambiente-proteste-riscaldamento-globale-4838918a-c9bc-4f0f-b04e-8456ef308951.html
[6] https://www.theguardian.com/world/2022/mar/28/italy-fines-for-wasting-water-as-supplies-rationed-amid-drought