Istituita la Giornata Nazionale degli Alpini il 26 gennaio, ma non tutti concordano

Lo scorso 5 aprile è stato approvato al Senato il Ddl che ha istituito la “giornata nazionale della memoria e del sacrificio degli alpini”, approvato dalla Camera il 25 giugno 2019. Il provvedimento è diventato legge con 189 voti a favore, nessun contrario e un astenuto. L’intento è di celebrare la giornata il 26 gennaio di ogni anno in ricordo del corpo d’armata nella battaglia di Nikolajewka, in Russia, al fianco dei tedeschi, del 26 gennaio 1943, durante la seconda guerra mondiale.

Una legge che però non ha trovato il favore di tutti, infatti Maurizio Acerbo, segretario del Partito della Rifondazione Comunista, ha così commentato:

“La legge che istituisce la ‘Giornata nazionale della memoria e del sacrificio degli Alpini’ suscita sconcerto e preoccupazione. Il parlamento ha deciso di “conservare la memoria dell’eroismo” degli alpini nella battaglia di Nikolajewka, cioè l’eroismo di chi ha invaso l’Unione Sovietica al fianco delle truppe di Hitler.

L’invasione dell’URSS è stata la pagina più sanguinosa della Seconda Guerra Mondiale. I nostri alpini erano schierati, per responsabilità di Mussolini e dei Savoia, dalla parte sbagliata e fortunatamente furono sconfitti dall’Armata Rossa che poi liberò i prigionieri nei campi di sterminio nazista.
Il 26 gennaio l’Italia celebrerà l’eroismo di chi combatteva contro l’Armata Rossa e il 27 gennaio la liberazione di Auschwitz da parte della stessa Armata Rossa?

Non si comprende come si possa usare una battaglia avvenuta nel corso di una guerra di aggressione per “promuovere i valori della difesa della sovranità e dell’interesse nazionale”. Per il nostro parlamento per interesse nazionale possiamo invadere altri paesi?
E’ la visione degli USA e anche di Putin, ma non dovrebbe essere quella della nostra Costituzione.
Chiediamo al Presidente della Repubblica di non firmare e rimandare alle Camere questa legge chiedendo che sia riformulata.
Chiediamo a tutte le associazioni democratiche, alle antifasciste e agli antifascisti, agli storici e agli intellettuali di fare sentire la propria voce”.