La FISASCACT CISL Torino denuncia: “Facchini Rai Torino abbandonati al loro destino”

La FISASCATCT CISL Torino-Canavese denuncia come i circa 36 i lavoratori alle dipendenze dell’impresa consortile Roger Logistics che opera in appalto nelle sedi Rai di via Verdi, via Cavalli, corso Giambone e l’Auditorium di via Rossini siano “abbandonati al loro destino”. Sono tutti facchini che hanno il compito di montare e smontare gli studi.
Per il sindacato la condizione per questi lavoratori, di cui molti hanno un’anzianità ventennale, “è a dir poco assurda”, scrivono in un comunicato .

Mensilmente la Fisascat Cisl di Torino-Canavese dichiara lo sciopero ad oltranza fino all’avvenuto pagamento delle retribuzione. il comunicato recita come i ritardi nei pagamenti, a detta loro, arrivano sempre più spesso fino a 45 giorni, producendo inevitabili ricadute sul pagamento delle bollette, le rate di mutuo e altre scadenze. Si tratta di lavoratori in prevalenza monoreddito con famiglia a carico e con una paga oraria di circa 7 euro lorde l’ora.
In questo periodo dove la Rai è sotto l’attenzione mediatica rispetto al “caso appalti“ con la direzione investigativa antimafia in azione, la vicenda dei facchini di Torino, merita altrettanta attenzione.

“È una situazione inaccettabile – afferma Matteo Rossi, funzionario della Fisascat Cisl Torino Canavese – con tre cambi di appalto in un anno e mezzo e cambi di ragione sociale, anche se di fatto i referenti restano sempre gli stessi. La Rai in quanto appaltatrice deve assumere il ruolo di garante. Non è più ammissibile un comportamento del genere. La condizione economica di questi lavoratori sta diventando insostenibile. Ci sono tante spese, figli e mogli a carico e mutui da pagare. Abbiamo chiesto anche un incontro in Prefettura per un confronto serio e costruttivo. Chiediamo alla parti in causa un impegno vero per garantire condizioni dignitose a questi lavoratori che non sono certo di serie B. L’appalto scade a settembre e parlare di futuro in queste situazione è praticamente impossibile. I lavoratori hanno incrociato le braccia anche durante l’Eurovision e la Rai è corsa ai ripari, garantendo così il normale svolgimento dell’evento. Questa è l’ennesima dimostrazione dell’importanza di questi lavoratori per l’azienda televisiva. Credo che sia venuto il momento che la Rai lo dimostri anche con i fatti.”



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