Al Ricetto di Candelo uno mostra e una serie di eventi su Lombroso e Criminologia

Il 2022 è l’anno che celebra una ricorrenza particolarmente importante per la storia della criminologia: è infatti il 150° anniversario dalla scoperta che permise a Cesare Lombroso, considerato per antonomasia il primo criminologo, di spiegare cosa, secondo le proprie ipotesi, spinge certi soggetti verso la violenza e l’aggressività. È anche per commemorare questo evento, ma non solo, che l’Esposizione Criminologica Nazionale e il Comune di Candelo hanno organizzato il primo “Candelo Crime Festival”.

Gli studi del medico italiano rappresentano uno dei primissimi tentativi di analizzare e strutturare in categorie delinquenti e reati, in modo da approcciare in modo scientifico il fenomeno della criminalità, con conseguenze importanti e innovative in fatto di prevenzione dei delitti e trattamento carcerario.
Le sue teorie, rivelatesi poi sostanzialmente errate, sono comunque un affascinante esempio dell’ottimismo e fiducia nei metodi che permeavano gli intellettuali ottocenteschi. Furono messe in discussione già da alcuni contemporanei, per essere poi definitivamente confutate dal progresso scientifico del secolo successivo.

Un interessante spaccato degli studi lombrosiani, che include strumenti, scritti, immagini e rari manufatti originali dell’epoca, è offerto proprio dalla mostra che dal 30 giugno al 31 luglio sarà allestita presso gli spazi del ricetto medievale di Candelo, con apertura nei weekend e orario 10-13 / 14-18.

Il materiale ottocentesco costituirà il punto di partenza cronologico per condurre appassionati e curiosi attraverso il successivo secolo e mezzo di fatti, personaggi e tecniche di indagine legati a questo inquietante mondo.
Nulla di virtuale, multimediale o interattivo: il crimine si toccherà con mano.

L’esposizione, che fa parte della più ampia raccolta oggi esistente in Europa di materiali originali riguardanti scene del delitto, vittime e assassini, illustrerà successi e fallimenti dei ricercatori ottocenteschi, e presenterà i primi casi di omicidio seriale avvenuti nel nostro Paese. La mostra sarà infatti l’occasione per conoscere i nomi dei pluriomicidi che, molto prima di “Jack lo squartatore”, considerato tradizionalmente il primo serial killer, hanno agito tra Piemonte, Lombardia e Toscana con spietatezza anche superiore all’ignoto inglese. Di questi saranno raccontate le vicende e mostrati interessanti reperti, come l’ascia di Antonio Boggia, il “Mostro di Milano”, usata per fare a pezzi le sue quattro vittime tra il 1849 e il 1859. La ricerca storica e scientifica è approfondita e rigorosa, anche nel confronto tra i metodi di indagine del passato e quelli attuali, spiegati attraverso la strumentazione della Polizia scientifica e le analisi di laboratorio che oggi consentono di individuare tracce fondamentali per ricostruire la dinamica degli eventi delittuosi.

Una sezione del percorso sarà dedicata al “Criminal profiling” e alle tecniche investigative applicate ai crimini violenti, con la presenza di oggetti appartenuti a serial killer dei giorni nostri e catturati proprio grazie alla profilazione.

Ospiti della manifestazione due esperti noti al grande pubblico: Roberta Bruzzone terrà una conferenza dal titolo “Tutti i colori del male” il 30 giugno alle 21 presso il cinema Verdi di Candelo, mentre l’ex Generale dei RIS Luciano Garofano sarà ospite il 15 luglio (sempre alla stessa ora e nella medesima sala) per presentare il suo primo romanzo “Il giallo di Marina” e parlare, ovviamente, di delitti.

Tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito. Informazioni e aggiornamenti saranno disponibili sulle
pagine social del Ricetto di Candelo e dell’Esposizione Criminologica Nazionale