Torna a Torino “CreativAfrica” tra musica, letteratura, cucina e attualità

Una finestra aperta sulle culture africane, tra musica, letteratura, cucina e attualità. Torna a Torino “CreativAfrica”, alla sua ottava edizione, che quest’anno sceglie una nuova formula: concentra la sua programmazione nelle giornate di giovedì 30 giugno, venerdì 1 e sabato 2 luglio al circolo culturale Jigeenyi, nello spazio creativo del Bunker (via Paganini 0/200), con alcune incursioni al parco del Valentino.

Tema dell’edizione 2022 “Gender, intersectionality and plural african voices”: la creatività e le culture africane si interrogano su come, nelle contemporaneità dell’Africa di oggi, si dispiega e muta il ruolo delle donne, su come le arti interpretano le questioni di genere e su come danno voce ai diritti delle donne e delle persone LGBTQ+.

CreativAfrica è un progetto di Renken e coinvolge Università degli Studi di Torino – Dipartimento CPS, Comitato Torino, Circolo Maurice, Almaterra, Unione Culturale, Polo del ‘900 – Progetto integrato il Colonialismo e noi, Casa editrice 66th and 2nd, Ricette d’Africa, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

«A un anno dall’apertura del circolo Jigeenyi, torna creativAfrica con la sua ottava edizione dedicata alle creatività femminile e lgbtq+. Creatività che si esprimono in molteplici forme di attivismo artistico, sociale, culturale, politico e tramite i linguaggi della musica, della cucina, del gioco, della letteratura e dell’azione sociale – spiega Giulia Gozzelino di Renken – Un festival che non vuole restituire un messaggio universale e neppure un’immagine uniforme dei femminismi africani quanto piuttosto lasciare spazio alla pluriversità delle voci e delle esperienze e alla ricerca di dialogo. Vi aspettiamo da Jigeenyi per iniziare insieme questo nuovo viaggio verso Sud».

«Oggi, grazie a manifestazioni come CreativAfrica, Arci è sempre più una casa abitata da lingue, suoni e persone cittadine del mondo, unite dalla lotta contro le disuguaglianze e le discriminazioni, attraverso l’azione culturale – afferma Andrea Polacchi, presidente del Comitato Arci Torino – Una nuova edizione del Festival, i cui sottolineiamo e sosteniamo con convinzione l’approccio intersezionale e transculturale, unito a uno strettissimo legame con il territorio»

Performing arts e musica: i nomi dell’edizione 2022

Inediti spettacoli, performance, dj set, progetti innovativi transnazionali e multidisciplinari portano la musica nel cuore del festival per interpretare attraverso suoni e note la contemporaneità.

Tra le ospiti più attesi dell’edizione 2022, c’è Awa Fall è una delle più belle voci della Reggae e della World Music in Europa: si esibisce nella serata di apertura, giovedì 30 giugno alle 22. A soli 22 anni e dopo aver cantato in tutto il nostro continente con una media di 100 date all’anno (suonando in tutti i festival più prestigiosi come Rototom Sunsplash, Overjam, Dub Gathering) l’artista di origini senegalesi si prepara a conquistare la scena internazionale, allargando l’orizzonte della propria musica. Il reggae è nel cuore della giovanissima artista, ma il suo sound intreccia stili plurali della black music dall’ hip-hop all’R&B, dal soul-jazz all’afrobeat.

Venerdì 1 luglio alle 22 di scena invece Creole Cuts, un collettivo creativo londinese tutto al femminile ispirato all’eredità caraibica che le unisce. Il trio sostiene i suoni e le storie dell’Africa e della diaspora, incarnando sempre la gioia nera radicale.

Non ha bisogno di presentazioni Federico Sacchi: si definisce un musicteller, un “narratore di musica” che restituisce al presente gli artisti e il loro passato, proiettandoli verso il futuro. Lo spettacolo “The Real Queen of Disco – Sylvester nella San Francisco delle Meraviglie”, in programma sabato 2 luglio alle 22, narra la storia di Sylvester James Jr.: una delle più straordinarie personalità emerse negli anni della disco music. Autore e interprete di un classico assoluto come “You make me feel mighty real”, grazie alla sua voce fenomenale e ad un’immagine androgina ed elegantemente oltraggiosa, è il primo artista afroamericano dichiaratamente gay a raggiungere il successo planetario.

Farà ballare come resident dj per tutto il festival 2022 Nina Kipiani, nata in Africa da madre camerunese e padre georgiano, cresciuta a Parigi e ora residente a Roma dove sta crescendo nel panorama della musica afro. Grazie a questo ricco background e agli anni di viaggi in giro per il mondo ha sviluppato un gusto musicale molto eclettico. Dai suoni ancestrali di culture diverse all’Afrobeat e all’Afro House, il suo universo musicale è pieno di colori ed emozioni profonde.

Letteratura e incontri contemporanei

Incontri e reading offrono, nel corso del festival, la possibilità di riflettere sulle esperienze e sulle proposte del pensiero africano su colonialità e genere, sulle opere di donne e persone LGBTQ+ nel panorama delle letterature africane e della letteratura postcoloniale in Italia e in Europa in collaborazione con casa editrice 66th&2nd. Autrici e autori africani sono ospitati durante il festival per incontrare il pubblico.

Sabato 2 luglio alle 20 è attesa al festival la scrittrice Jennifer Nansubuga Makumbi. Nata in Uganda, ha conseguito un dottorato in scrittura creativa alla Lancaster University nel Regno Unito. Con “Kintu”, il suo primo romanzo, acclamato come l’equivalente ugandese del “Crollo” di Chinua Achebe, si è aggiudicata nel 2013 il “Kwani? Manuscript Project”, concorso letterario per opere inedite promosso dalla rivista «Kwani?» fondata dallo scrittore Binyavanga Wainaina.

Sempre il 2 luglio interviene al Festival (incontro alle 19) Yannick Nkemtonkenjia, un attivista originario del Camerun che vive e lavora a Torino, e ha fondato, all’interno del circolo Maurice GLBTQ, il gruppo dei rifugiati Maurice Refugees, composto da migranti, richiedenti asilo e rifugiat* LGBTQ+. Un luogo di incontro, condivisione e azione anti-razzista e intersezionale.

Tra i nomi di punta di venerdì 1 (appuntamento alle 19), invece, Kwanza Musi Dos Santos, nata ad Amburgo negli anni ‘90 da padre afro-brasiliano e mamma bolognese. Dopo la laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali a Roma e un master in Management of Cultural Diversity in Olanda fonda, insieme ad altri attivisti, l’associazione QuestaèRoma per eliminare ogni forma di discriminazione attraverso l’arte, la cultura e la musica, organizzando eventi per favorire scambi tra persone provenienti da contesti culturali diversi.

Tour dedicati ad animazione e toponomastica: una delle novità dell’edizione 2022

La chicca dell’edizione 2022? Il «Walking tour decoloniale» realizzato al parco del Valentino, tra arte e storia, per riscoprire questo polmone verde tra iscrizioni, memorie, targhe nella toponomastica della città. Attraverso le narrazioni dello storico Gabriele Proglio e di cittadine afrodiscendenti, i luoghi della città mettono in discussione i ricordi coloniali a cui sono legati e accompagnano le cittadine e i cittadini in un percorso di presa di coscienza e di riflessione tra presente, passato e futuro. Il ritrovo per il tour “Valentino decoloniale” è all’Arco del Valentino.

Viene poi organizzato “Valentino creativo”, passeggiata con piccoli laboratori di sperimentazione interculturale e naturale per mamme, papà e bambini a contatto con la natura. Un modo per conoscere le diverse piante del parco, materiali naturali, arricchito da letture e giochi: il ritrovo è al giardino roccioso, ingresso da viale Virgilio.
Per tutte le prenotazioni: 353 3113671 – info@renken.it.

Cucina

Tra i dialoghi più curiosi del festival, giovedì 30 giugno c’è quello con Victoire Gouloubi, nata nell’81 a Brazzaville in Congo e arrivata in Italia nel 2000. Con un faticoso percorso tra formazione e cucine stellate è diventata una delle cuoche più note del nostro paese. Attualmente organizza cene nello spazio per eventi Corefab, a Cormano (MI), e conduce Il tocco di Victoire, programma in onda su Gambero Rosso Channel. Dialogherà con Gabriele Proglio e Carol Povigna – Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

Non mancano laboratori di cucina con Ricette d’Africa, un collettivo di cuoche nato da un percorso di formazione rivolto a venti donne africane.

Tutte le sere, poi, cene con dj set. Il menù di Jigeenyi offre diverse tapas dalle “fataya”, fagottini senegalesi ripieni di carne e di verdure, alle creme come hummus, niebes, avocream, mechouia.

I piatti principali si ispirano alle cucine di Senegal, Nigeria, Eritrea, Madagascar e offrono pollo yassa in salsa di cipolle e senape, zighini, green curry, spiedini dibi e suya: un viaggio che attraversa il continente tra spezie, sapori tradizionali e innovazioni. Non mancano i dolci colorati dalla frutta tropicale come la cheesecake alla papaya e al melone e la torta vegana con cioccolato e mango.

PROGRAMMA

Giovedì 30 alle 16 laboratorio di cucina con le cuoche di ricette d’Africa, alle 19 il talk con la chef Victoire Gouloubi, con Gabriele Proglio e Carol Povigna – Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, alle 20 la cena Jigeenyi con dj-set di Nina Kipiani, alle 22 live show di Awa Fall e alle 24 dj-set Nina Kipiani.

Venerdì 1 alle 15 laboratorio di cucina con le cuoche di ricette d’Africa, alle 17 “Valentino creativo walking lab” per bambine e bambini, alle 18 “Valentino decoloniale walking lab” curato dallo storico Gabriele Proglio, alle 19 talk attivista Kwanza Musi Dos Santos, alle 20 cena Jigeenyi con dj-set di Nina Kipiani , alle 22 live show Creole cuts e alle 24 dj set Nina Kipiani.

Sabato 2 alle 17 Valentino creativo walking lab per bambine e bambini, alle 19 talk attivista con Yannick Nkemtonkenjia e Anna Paola Ciafardoni, alle 20 talk con la scrittrice Jennifer Makumbi, alle 20 ena Jigeenyi con dj-set di Nina Kipiani, alle 22 live show “The real queen of disco – un’esperienza d’ascolto” di Federico Sacchi e alle 24 djset Nina Kipiani closing party.



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