Sanità digitale, premiato a Roma il progetto piemontese sulle centrali operative territoriali

La Regione Piemonte ha ricevuto il premio “Innovazione in Sanità Digitale” organizzato dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari (Agenas) e dalla Società italiana di comunicazione scientifica e sanitaria (Sics), editore di Quotidiano Sanità e Popular Science, per il Progetto “Centrali operative territoriali in Piemonte: da modello sperimentale a buona pratica applicata”.

Il riconoscimento è stato consegnato nel corso dell’evento bilaterale Belgio-Italia “Building Biotech Bridge” sui modelli di sviluppo delle biotecnologie di entrambi i Paesi e le opportunità di cooperazione, svoltosi nella prima serata di martedi scorso, 22 novembre, nella residenza dell’Ambasciata belga a Roma, in partnership tra l’Ambasciata belga e Galapagos.

Sei le Regioni premiate, che si sono distinte in tutta Italia per progetti innovativi di assistenza territoriale e accesso delle persone alle cure nell’ambito della Sanità digitale-Telemedicina, esempi concreti di una sanità vicina ai cittadini: Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia e Sicilia.

La cerimonia è stata presieduta dal direttore generale di Agenas, Domenico Mantoan, che ha personalmente conferito il prestigioso riconoscimento ad Arabella Fontana, direttore medico del presidio ospedaliero di Borgomanero dell’Asl di Novara e project manager del progetto per conto della Direzione Sanità piemontese.

«La Sanità regionale – osserva l’assessore alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi – sta compiendo passi importanti sul fronte della digitalizzazione dei servizi e della telemedicina. Parliamo di innovazioni che producono benefici diretti per il cittadino, come risposte integrate, sanitarie e sociali, trasparenza del percorso, diminuzione delle disuguaglianze nell’accesso alle cure. Il Progetto premiato a Roma ne è una chiara dimostrazione. Ringrazio coloro che lo hanno portato a termine e mi complimento per il risultato raggiunto».

Iniziato nell’ottobre 2021 per volontà della Direzione Sanità del Piemonte, in collaborazione con Agenas, il Progetto ha visto coinvolte quattro Aziende sanitarie (Asl To3, Novara, Cn2 e Città di Torino) che, tramite il lavoro di gruppi aziendali multidisciplinari e multiprofessionali, hanno definito e condiviso un modello sperimentale di Cot, previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), in collegamento con il numero europeo armonizzato 116117 e in coerenza con il riordino della rete territoriale del Piemonte.

«La Cot – spiega Arabella Fontana – è un modello organizzativo a valenza distrettuale, rivolto a tutti gli operatori del sistema salute, che svolge una funzione di coordinamento della presa in carico della persona e raccordo tra servizi e professionisti coinvolti nei diversi setting assistenziali: attività territoriali, sanitarie e sociosanitarie, ospedaliere, dialogando con la rete dell’emergenza-urgenza. E’ un volano per l’innesco del cambiamento del modello di assistenza territoriale richiesto dal Pnrr».

Ad appena un anno dal suo avvio, il modello sperimentale piemontese sta diventando pienamente operativo: il 4 ottobre è stata avviata la prima Cot piemontese in Asl Città di Torino, subito seguita da una seconda, sempre a Torino, e da una terza, il 7 novembre nell’Asl di Novara.

Altre Cot sono in corso di attivazione in Asl To3 e Cn2. Contemporaneamente stanno prendendo forma la piattaforma per far dialogare i gestionali già in uso nelle singole Aziende e consentire lo scambio di dati/informazioni e la piattaforma regionale di telemedicina.

«Valore aggiunto di questa buona pratica applicata – sottolinea l’assessore Icardi – è la ricaduta operativa attesa sull’intero territorio regionale, dal momento che la scorsa settimana, facendo tesoro delle esperienze maturate nella sperimentazione, abbiamo lanciato il piano di sviluppo delle Cot in tutte le Aziende sanitarie della Regione Piemonte, precorrendo i tempi fissati dal Pnrr».

Soddisfatto il direttore generale dell’Asl di Novara, Angelo Penna: «Siamo orgogliosi per questo riconoscimento che premia l’impegno di tanti operatori; l’attivazione della Cot è un valido e concreto supporto per il consolidamento di una rete socio-sanitaria che risponde ai bisogni di salute della persona e testimonia che sul territorio esistono tanti casi virtuosi e replicabili anche a livello nazionale, che permettono di muovere dei piccoli grandi passi verso una Sanità sempre più efficace ed efficiente, in grado di rispondere alle nuove esigenze di assistenza e cura».



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