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Cronaca

Siccità, in Piemonte è allarme smog con -40% precipitazioni: a rischio produzione di riso

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L’assenza di precipitazioni significative fa scattare l’allarme smog nelle città della pianura padana e mette a rischio la preparazione dei terreni per le semine, quando le coltivazioni avranno bisogno di acqua per crescere. E’ quanto afferma Coldiretti Piemonte in riferimento agli effetti del vasto campo di alta pressione che rimarrà stazionaria sull`Europa con almeno una settimana senza pioggia.

Dopo un 2022 che ha registrato il 40% di pioggia in meno al Nord, la preoccupazione ora è per il riso poiché si stima che, a causa della siccità, verranno coltivati quest’anno in Italia quasi 8mila ettari di riso in meno per un totale di appena 211mila ettari, ai minimi da trenta anni.

 “A pesare su questa situazione, nel complesso, è anche la carenza di verde urbano, tanto che si stima che una pianta adulta sia capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili mentre un ettaro di piante è in grado di aspirare dall’ambiente ben 20mila chili di anidride carbonica (CO2) all’anno – affermano il Presidente di Coldiretti Novara-Vco Sara Baudo e il Direttore Luciano Salvadori – In questo scenario, quindi, è il riso, coltura che per crescere e garantire l’equilibrio ambientale e faunistico di interi territori ha bisogno di acqua, a rischiare, tanto che si è già avuto un crollo di oltre il 30% della produzione. Di fronte, quindi, al cambiamento climatico è necessario realizzare un piano invasi per contrastare la siccità ed aumentare la raccolta di acqua piovana oggi ferma ad appena l’11%. Un intervento necessario – concludono Baudo e Salvadori – anche per raggiungere l’obiettivo della sovranità alimentare con l’aumento della produzione Made in Italy, la riduzione della dipendenza dall’estero e la fornitura di prodotti alimentari nazionali di alta qualità e al giusto prezzo. L’irrigazione, infatti, può fare la differenza consentendo anche di triplicare le rese in campo”.

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