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Ambiente

Uncem propone una nuova “scuola di montagna”: al primo posto ambiente oppure denaro?

Il percorso scolastico promosso da Uncem può essere focalizzato sulla sostenibilità oppure sulle classi “supermarket” in cui l’impresa recluta studenti-lavoratori

Sandro Marotta

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Torino – La nota firmata Uncem diffusa oggi, domenica 10, alla vigilia della campanella dell’anno scolastico 23-24 non è chiara: a quale modello scolastico si fa riferimento? Focus sull’ambiente oppure sulla sopravvivenza delle imprese?

“Nella scuola di montagna serve un metodo specifico”, ha detto Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte, “un nuovo patto educativo tra Enti locali, terzo settore, imprese, tutti i cittadini”. Tuttavia bisogna specificare di quale tipo di accordo si tratti: un conto è camminare insieme per riflettere sul clima impazzito, sulla sostenibilità dei modelli di vita e di turismo, mettendo insieme i saperi tecnici di alcuni con i mezzi pratici di altri; un altro conto è spingere affinché le “scuole di montagna” diventino un supermarket delle imprese locali, che ogni sei mesi reclutano decine di studenti per farli lavorare gratis nella propria attività grazie all’alternanza.

Ancora: che tipo di cultura devono promuovere le suddette imprese? Quelle degli allevamenti intensivi, dell’innevamento artificiale (tant’è che sul tema Uncem si è sempre mostrata dubbiosa) e della cementificazione per creare sempre più terreni edificabili e sfruttabili?

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