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Cultura

Chi era Gianni Vattimo, l’ultimo filosofo italiano

La storia del filosofo che introdusse il concetto di pensiero debole

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Torino – Nato a Torino nel 1936, figlio di un poliziotto calabrese e di una sartina torinese (doppio simbolo socioculturale fin dalle origini) Gianni Vattimo cominciò a scrivere e ad interessarsi di poesia fin da giovanissimo. Studiò al Liceo Classico Gioberti, anni in cui partecipò attivamente a Gioventù Studentesca di Azione Cattolica, collaborando anche alla rivista “Quartodora”, diretta da Michele Straniero.

Cominciò in quegli anni ad interessarsi di filosofia. Allievo di Luigi Pareyson con Umberto Eco (del quale fu amico e rivale), sia laureò nel 1959 a Torino. Fu il primo ad introdurre in Italia il pensiero di Hans Georg Gadamer. Divenne professore di Estetica all’Università di Torino nel 1964, dove insegnò anche Filosofia Teoretica e dove divenne Preside negli anni ’70.

Innumerevoli le sue collaborazioni con riviste letterarie e filosofiche in Italia e all’estero, cui bisogna aggiungere anche alcuni programmi tv scritti e presentati per la Rai. Forte il suo impegno in politica, si definiva comunista e cristiano. Vattimo è stato di fatto l’ultimo vero filosofo italiano.

Il pensiero debole

Gianni Vattimo è legato a filo doppio al Pensiero Debole, che per lui è la chiave per la democratizzazione della società, la diminuzione della violenza, e la diffusione di pluralismo e tolleranza. Vattimo rifiuta l’identificazione di Dio nell’essere razionale, così come concepito dalla tradizione filosofica occidentale, vedendo la storia di Gesù Cristo come rifiuto di ogni sacrificio umano ed esistenziale.

La sua storia privata

Omosessuale dichiarato, Vattimo si è speso sempre in prima persona per il miglioramento della società. Nel 2003 il suo compagno di allora, Sergio Mamino, morì in volo sull’aereo che lo stava portando in Olanda per concludere la sua vita con l’eutanasia, in seguito ad un tumore ormai incurabile. Con lui su quell’aereo c’era lo stesso Vattimo.

Gli ultimi anni di vita sono stati tormentati. La sua relazione com Simone Caminada, trentottenne, è finita sotto la lente dei giudici, che hanno condannato Caminada per “circonvenzione di incapace” impedendo alla coppia di sposarsi. Secondo la sentenza dello scorso febbraio Caminada avrebbe approfittato della poca lucidità di Vattimo per convincerlo a separarsi dalla moglie e per effettuare numerosi bonifici sui conti suoi e della madre, ottenendone così vantaggi economici personali. La sentenza non ha però allontanato Caminada da Vattimo ed i due sono stati vicini fino all’ultimo momento. Perlatro la storia che raccontano le persone più vicine al filosofo è molto lontana dalla storia giudiziaria.

Gianni Vattimo è morto ieri a 87 anni, dopo aver lasciato un auto-epitaffio sulla sua pagina Facebook

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