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Ambiente

La pioggia di marzo ha sistemato le scorte idriche del Piemonte

Grazie alle precipitazioni abbondanti di febbraio e quelle addiritura da record di marzo, gli indici SPI e SPEI ci mostrano una regione in salute dal punto di vista della disponibilità d’acqua

Gabriele Farina

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TORINO – Il mese di marzo 2024 ha fatto registrare record di pioggia e neve sul Piemonte, raggiungendo i 280 mm di precipitazioni cumulate mensili medie sul bacino del Po chiuso alla confluenza col Ticino. Questo dato, oltre a segnare il record storico degli ultimi 70 anni, rappresenta il quadruplo di quanto precipita normalmente in questo mese che, già per sua natura, è il terzo mese più piovoso alle nostre latitudini.

I dati di Arpa Piemonte specificano che le precipitazioni si sono concentrate in due eventi, nella prima decade del mese e nell’ultima settimana. Il valore cumulato totale da inizio anno solare è così elevato che, se anche non piovesse più fino a giugno, le piogge medie annuali in Piemonte sarebbero ancora nella media climatica degli ultimi 30 anni. Anche la precipitazione cumulata da inizio anno idrologico (dal 1 ottobre al 30 settembre) presenta un surplus importante quantificabile nel 50% rispetto alla norma 1991-2020.

Le temperature del mese sono state lievemente superiori alla norma (+0.7°C) grazie a una prima parte del mese calda e a un’ultima settimana piuttosto fresca che ha bilanciato il computo totale. La temperatura media di marzo 2024, 6.3 °C, è stata in linea con quella del mese precedente (6°C) a testimonianza di quanto anomalo sia stato il mese di febbraio 2024.

Le riserve d’acqua

Grazie alle precipitazioni abbondanti di febbraio e quelle addiritura da record di marzo, gli indici SPI e SPEI ci mostrano una regione in salute dal punto di vista della disponibilità d’acqua: alle scale temporali medio-brevi di 1 mese e di 3 mesi, il Piemonte è in condizioni di piovosità severa o anche estrema, situazione che si verifica mediamente una volta ogni 30 anni circa. Alle scale temporali superiori (6 e 12 mesi) la regione è invece in condizioni di piovosità generalmente moderata e, solo nel basso Piemonte, il regime attuale è quello “normale” seppur tendente al piovoso/umido.

Ad ulteriore testimonianza di una situazione complessivamente più che tranquilla sul fronte delle risorse idriche, relativamente a quelle superficiali attualmente stoccate, il valore stimato è circa il doppio di quanto si osserva normalmente in questo periodo dell’anno (4.222 milioni di mc contro 2.024 milioni di mc), con il Lago Maggiore che fa segnare un surplus del 54% e soprattutto l’equivalente di neve in acqua (SWE) che è ovunque in Piemonte più del doppio rispetto alla norma, con valori alla chiusura del bacino del Po da record assoluto per questo periodo dell’anno.

Le abbondanti precipitazioni registrate nel mese di marzo hanno permesso di compensare i deficit di portata ancora presenti su alcuni corsi d’acqua a febbraio. Pertanto, le portate medie mensili dei corsi d’acqua risultano superiori alla media mensile storica determinando scarti positivi su tutti i bacini della regione. I settori settentrionale e orientale, quelli più colpiti dalle precipitazioni dell’ultimo mese, vedono surplus di portata sui corsi d’acqua superiori al +150% (+191% sul Sesia a Palestro e +153% sul Toce a Candoglia). Nel settore occidentale la Stura di Lanzo è il corso d’acqua che registra lo scarto positivo più significativo (+152% a Lanzo), mentre il Varaita quello minore (+34% a Polonghera). Anche nel settore meridionale si evidenzia una situazione positiva, ma con valori più contenuti rispetto al resto della regione (+27% sul Tanaro a Farigliano e +69% sulla Stura di Demonte a Gaiola). Tale situazione di surplus di portata risulta in linea anche con quanto registrato sulle aste principali di Tanaro e Po: +124% sul Tanaro a Montecastello, +76% sul Po a Torino e +146% sul Po a San Sebastiano.

Infine, in lenta ripresa quasi ovunque anche le acque sotterranee che, dopo due annate consecutive di siccità, stanno risalendo grazie alle piogge di questi ultimi mesi. In molti piezometri la soggiacenza risulta minore del 25° percentile o del valor medio della serie storica di riferimento; permangono tuttavia alcune situazioni con valori medi del mese ancora superiori al 75° percentile, quindi con un livello delle acque sotterranee lontano dal piano campagna.

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