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Cronaca

Incidente sul lavoro: nel cantiere del tunnel di Tenda è rimasto ferito un operaio e non è la prima volta che succede

Il mese scorso c’erano stati 3 feriti, a luglio un 53enne era stato colpito da un tubo d’acciaio. Nei giorni scorsi l’ennesimo incidente che ha scatenato la protesta di CGIL e UIL Cuneo

Sandro Marotta

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LIMONE PIEMONTE – Un operaio è stato ferito da un tubo mentre lavorava nel cantiere del tunnel di Tenda. É successo nei giorni scorsi nell’area del versante francese, vicino ai tornanti; l’uomo rimasto ferito è M.P., un lavoratore di 56 anni residente a Vernante.

L’incidente

Secondo la prima ricostruzione della dinamica dell’incidente, il 56enne è stato colpito da un tubo di gomma rigida che si è staccato da una parete del cantiere e gli ha fratturato una gamba (tibia, perone e caviglia, nello specifico). Ad allertare i soccorsi sono stati i colleghi, poi l’ambulanza lo ha trasportato all’ospedale di Cuneo in codice giallo.

Quello del 56enne tuttavia non è il primo incidente sul lavoro che si verifica nel cantiere della costruzione del tunnel che dovrebbe collegare il territorio francese di Tenda con la frazione italiana di Quota 1400 (sopra a Limone Piemonte).

La protesta sulla scia dei fatti di Suviana

Meno di un mese fa, sempre nel cantiere del Tenda bis, erano rimasti feriti 3 lavoratori: un dipendente dell’Anas e tre del consorzio Edilmaco. Ancora prima, a luglio 2023, un tubo d’acciaio con dentro calcestruzzo aveva ferito alla gamba un operaio di 53 anni, poi portato all’ospedale in codice giallo.

Anche per questa frequenza di incidenti, giovedì 11 aprile i sindacati Cgil e Uil hanno protestato davanti alla prefettura di Cuneo, portando in strada 200 lavoratori e chiedendo: lo stop al lavoro precario e il superamento del subappalto a cascata. Anche a livello nazionale il tema è caldo: è di pochi giorni fa l’esplosione di una parte della centrale idroelettrica di Suviana (vicino a Bologna), che ha causato 7 morti e diversi feriti gravi.

Le richieste di CGIL Cuneo

Nel manifesto della protesta di giovedì 11 sotto la prefettura di Cueno, CGIL spiega che “gli obiettivi e le ragioni dello sciopero sono: zero morti sul lavoro”, che si traduce nel “cancellare le leggi che negli anni hanno reso il lavoro precario e frammentato; superare il subappalto a cascata e ripristinare la parità di trattamento economico e normativo per le lavoratrici e i lavoratori di tutti gli appalti pubblici e privati; rafforzare le attività di vigilanza e prevenzione incrementando le assunzioni nell’Ispettorato del Lavoro e nelle Aziende Sanitarie Locali; una vera patente a punti, per tutte le aziende e per tutti i settori, che blocchi le attività alle imprese che non rispettano le norme di sicurezza”.

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