CronacaVerbano Cusio Ossola
Mottarone: non c’è accordo tra pubblici ministeri e gup sulle ipotesi di reato, udienza preliminare da rifare
La giudice per l’udienza preliminare aveva chiesto alla procura di eliminare alcune aggravanti, ma i pm avevano detto “no”. Si dovrà trovare una nuova data
VCO – Tutto da rifare per l’udienza preliminare sui fatti della funivia del Mottarone, il cui crollo nel 2021 causò la morte di 14 persone. Oggi si è svolta effettivamente l’udienza, ma la giudice Rosa Maria Fornelli non ha revocato la propria ordinanza e ha restituito il fascicolo al procuratore Olimpia Bossi e al pm Laura Carrera; in questo modo si dovrà trovare una nuova data e, in pratica, è come se fossero appena finite le indagini preliminari e si dovesse formulare una nuova richiesta di rinvio a giudizio.
Perchè tutto questo? Il nodo sta nella formulazione delle ipotesi di reato. Nel corso delle varie udienze precedenti dei mesi scorsi (la prima era stata a gennaio 2024) la giudice per l’udienza preliminare aveva chiesto ai pubblici ministeri di escludere dalle ipotesi di reato le aggravanti dell’antinfortunistica e della sussistenza dei reati dolosi. I pubblici ministeri e la procura però si erano opposti. Proprio per questa mancata modifica la gup ha deciso di restituire gli atti del procedimento.
La procura aveva avanzato ipotesi di reato per: Luigi Nerini, il titolare della società che gestiva l’impianto di risalita di Stresa, per l’allora caposervizio Gabriele Tadini, per il direttore d’esercizio Enrico Perocchio, per Martin Leitner, vicepresidente di Leitner, per Peter Rabanser, responsabile del customer service, e per le due società Ferrovie del Mottarone e Leitner.
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giuliano
25 Luglio 2025 at 18:19
Sapete qual era il “rischio” nel caso in cui le BALLE raccontate da Tadini fossero state vere ?
Se la pressione in uno dei due circuiti idraulici che tengono aperti i freni di emergenza cala al di sotto della soglia prefissata, l’impianto si arresta con il FRENO DI SERVIZIO, NON con il relativo FRENO DI EMERGENZA, e i forchettoni NON POSSONO IN ALCUN MODO IMPEDIRE L’ARRESTO CON IL FRENO DI SERVIZIO.
A quel punto interviene la pompa automatica di ripristino della pressione dei circuiti idraulici, e dopo una trentina di secondi l’impianto può ripartire..
ma il registratore di eventi ha dimostrato che non è MAI successo neanche questo.
E c’è già stato un caso di emulazione, perché a fronte del risarcimento milionario dell’assicurazione il rischio è NULLO.
Per fermare la mattanza e cambiare l’Italia basterebbe che un giornale titolasse in prima pagina: “ I forchettoni non servivano a NIENTE “