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La denuncia dei lavoratori dei call center: “lavoriamo per 6,50€ all’ora”. Lunedì presidio in Piazza Castello

Gli aumenti per il 2027 sono insufficienti rispetto all’inflazione

Luca Vercellin

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TORINO –  Lunedì 3 febbraio 2025 è previsto uno sciopero indetto da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil contro la decisione di alcune aziende di revocare il contratto delle Telecomunicazioni e adottarne uno nuovo, ritenuto penalizzante per i lavoratori.
Mentre a Roma si terrà un presidio nazionale presso il Ministero del Lavoro, a Torino la protesta avrà luogo dalle 10 alle 13 in piazza Castello, davanti alla Prefettura.
I sindacati denunciano un impatto negativo per 6.000 lavoratori, di cui circa 600 in Piemonte, che si troveranno con salari ridotti a 6,50 euro l’ora e condizioni contrattuali peggiorative. Il nuovo contratto prevede meno permessi, maggiore flessibilità e aumenti salariali insufficienti rispetto all’inflazione, con un incremento di soli 60 euro nel triennio 2025-2027 e una prima tranche di appena 7 euro.
Secondo i sindacati, questa decisione cancella vent’anni di conquiste come la clausola sociale e le tabelle ministeriali sul costo del lavoro, aggravando la crisi del settore senza offrire soluzioni sostenibili.
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