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Sono diventati 25 i gatti scomparsi a Cogne: taglia da mille euro e un profiler al lavoro

A oltre 1.600 metri di altitudine, ai confini del Parco del Gran Paradiso, il clima di sospetto cresce, alimentato da paure e dicerie

Gabriele Farina

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COGNE – Non trova ancora soluzione il mistero delle vallate di Cogne e che tiene in allerta residenti e turisti: quello dei gatti scomparsi nel nulla. In meno di due mesi, 25 felini domestici si sono volatilizzati dalle loro case, senza lasciare traccia. Le sparizioni, iniziate a fine giugno tra le piccole frazioni montane di Lillaz e Sonveulla, sono apparse da subito troppo frequenti e sospette per essere archiviate come allontanamenti accidentali.

A destare ulteriore preoccupazione è il fatto che i casi continuano ad aumentare: dai 15 della scorsa settimana si è già passati a 25. Un ritmo che ha spinto la Procura di Aosta ad aprire un’inchiesta per furto, in seguito alle denunce presentate da alcuni proprietari, profondamente colpiti dalla perdita dei loro animali.

Un profiler per il “killer dei gatti”

A prendere in carico il “giallo dell’estate” è anche l’AIDAA – Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente – che ha deciso di avviare un’indagine parallela per far luce sulla vicenda. La particolarità? Le ricerche saranno coordinate da uno psicologo criminale, un profiler incaricato di analizzare il contesto in cui sono avvenute le sparizioni e tracciare un identikit psicologico del presunto responsabile.

«Abbiamo deciso di studiare il personaggio che potrebbe essere il serial killer dei gatti, affidando a un profiler il compito di fornirci un identikit del sospetto, o dei sospetti», spiegano dall’associazione. «Abbiamo inoltre istituito una ricompensa di 1.000 euro a chi, con una denuncia formale alle forze dell’ordine, aiuterà a individuare il colpevole di questi fatti criminosi».

Due indizi inquietanti

Se l’ipotesi di predatori naturali come lupi o volpi è stata inizialmente presa in considerazione, diversi elementi sembrano escluderla. Anzitutto, il ritrovamento in un prato di un collarino con GPS disattivato prima di essere gettato. Poi, il macabro rinvenimento di due gattini morti, chiusi in sacchetti della spazzatura e abbandonati in un cassonetto. Dettagli che fanno pensare più a un’azione deliberata, crudele e pianificata, che non a un attacco animale.

Nel frattempo, la voce su un presunto lupo che si aggirerebbe nelle ore notturne tra le case dei villaggi circola tra i residenti, ma non ha trovato riscontri concreti.

L’allerta del Comune

Il sindaco di Cogne, Franco Allera, cerca di mantenere la calma: «Non è una novità: in estate capita che i gatti si perdano. Con l’aumento delle auto, purtroppo aumentano anche gli incidenti». Tuttavia, l’amministrazione ha lanciato un appello alla prudenza, invitando i cittadini e i turisti a tenere gli animali domestici in casa e a segnalare immediatamente eventuali scomparse alle autorità competenti, carabinieri o polizia locale.

«Molti dei nostri gatti sono abituati a vivere all’aperto, tra i prati e i boschi, e spesso sanno cavarsela anche con i predatori», aggiunge il primo cittadino. Ma questa volta qualcosa è diverso: i felini sembrano letteralmente «svaniti nel nulla, dalla sera alla mattina», riferiscono i proprietari.

Il giallo dell’estate tra i monti

A oltre 1.600 metri di altitudine, ai confini del Parco del Gran Paradiso, il clima di sospetto cresce, alimentato da paure e dicerie. Il caso dei gatti scomparsi si trasforma così in un enigma degno di un romanzo poliziesco, con tanto di taglia, indagini parallele e un profiler al lavoro. Fino a quando non emergeranno prove decisive o una testimonianza chiave, il mistero continuerà ad aleggiare tra le vette della Valle d’Aosta.

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1 Commento

1 Commento

  1. Oggià!

    9 Agosto 2025 at 8:54

    Fossi in voi, chiamerei Bruno Vespa che farebbe un bel plastico per capire meglio la situazione

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