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A Torino nasce il primo bunker antiatomico di lusso: la trasformazione del caveau del Banco di Napoli

Nel cuore della città, il gruppo Vertico riconverte l’ex caveau di Palazzo Alfieri in un rifugio sotterraneo hi-tech: protezione nucleare, comfort estremo e richieste da Emirati e Principato di Monaco.

Alessia Serlenga

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TORINO – Passeggiando nel centro di Torino, tra Via Alfieri e Via Arsenale, pochi immaginerebbero che sotto uno degli edifici più raffinati della città stia per nascere un progetto avveniristico: un bunker antiatomico di ultima generazione, realizzato all’interno dell’ex caveau del Banco di Napoli. Un progetto ambizioso, firmato dal gruppo torinese Vertico, che unisce design, sicurezza estrema e visione immobiliare d’avanguardia.

Il luogo scelto non è casuale: Palazzo Alfieri, eretto nel 1921, è un simbolo di sobrietà e raffinatezza architettonica. Ma è nel suo sottosuolo che si cela il cuore tecnologico del nuovo progetto, che prevede la trasformazione dell’ex caveau – già sopravvissuto al bombardamento del 1927 – in un rifugio antiatomico conforme agli standard svizzeri, i più avanzati al mondo.

Le pareti in cemento armato spesse un metro e mezzo non saranno toccate: verranno integrate con porte blindate anti-radiazione, un impianto di ventilazione con filtri NBC (nucleare, biologico e chimico), valvole di sovrappressione per impedire l’ingresso di agenti contaminanti e sistemi di autonomia elettrica e idrica. Non mancherà uno spazio per lo stoccaggio di beni essenziali, e persino una cantinetta per vini da 30 bottiglie.

Gli interni? Interamente personalizzabili. Dalle camere matrimoniali alle cucine attrezzate, dalle aree soggiorno ai sistemi multimediali. E per i più esigenti, gli optional sembrano usciti da un film di fantascienza: anticamera di decontaminazione, serre idroponiche, rilevatori di radiazioni, tute e maschere antigas, fino a un ascensore segreto che collegherà l’attico al bunker senza che gli altri condomini se ne accorgano.

Il progetto di Vertico non si ferma al sottosuolo. Al piano terra dell’edificio, proprio sopra il bunker, nascerà un chiostro contemporaneo a pianta quadrata, cuore distributivo dell’intero complesso. L’antica sala sportelli è stata trasformata in uno spazio di relazione e bellezza, con il pavimento in marmi policromi restaurati, facciate simmetriche e grandi vetrate che giocano con la luce durante il giorno.

Un intervento che ha già attirato l’attenzione di investitori da tutto il mondo, dal Principato di Monaco agli Emirati Arabi Uniti, colpiti dall’eccellenza progettuale e dalla stabilità del mercato immobiliare torinese.

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