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Torino, ennesimo ribaltamento di un mezzo della Cooperativa Arcobaleno: il sindacato USB denuncia gravi carenze di sicurezza

Nuovo ribaltamento a Torino di un mezzo della Cooperativa Arcobaleno. Nessun ferito, ma l’USB denuncia mezzi vecchi, scarsa manutenzione e condizioni di lavoro rischiose.

Luca Vercellin

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TORINO – Ancora un episodio che riaccende i riflettori sulla sicurezza dei lavoratori della Cooperativa Arcobaleno. Nella mattinata di oggi, un mezzo compattatore della cooperativa si è ribaltato durante il servizio di raccolta rifiuti.
Fortunatamente, nessun operatore è rimasto ferito, ma la dinamica dell’accaduto avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.

L’incidente rappresenta solo l’ultimo di una lunga serie. A febbraio un altro mezzo si era ribaltato in una rotonda, mentre nei mesi successivi si sono registrati episodi analoghi: un compattatore andato a fuoco e, a inizio settembre, uno scontro con uno scooterista, poi trasportato al CTO.

Da tempo il sindacato USB (Unione Sindacale di Base) denuncia le condizioni di lavoro e i problemi strutturali che affliggono i dipendenti della cooperativa.
Secondo quanto riportato, i lavoratori sarebbero costretti a operare con mezzi obsoleti e scarsamente manutenuti, a sostenere turni di lavoro estenuanti e, in alcuni casi, a iniziare il servizio prima dell’orario ufficiale per riuscire a completare i carichi assegnati.

“Da mesi segnaliamo queste criticità – afferma USB –. I mezzi non vengono controllati come dovrebbero, mancano verifiche sull’idoneità psicofisica dei conducenti e le manutenzioni sono spesso solo formali. È una situazione che mette a rischio la vita dei lavoratori e dei cittadini”.

Tutte le segnalazioni sarebbero state inoltrate all’Ispettorato del Lavoro, ma al momento non si registrano interventi concreti.
Il sindacato torna quindi a chiedere un’azione immediata:

“Quante altre volte dovremo rischiare la vita prima che qualcuno intervenga? – si legge nella nota di USB –. Dobbiamo forse aspettare che ci scappi il morto prima che le istituzioni si assumano le proprie responsabilità?”

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