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CronacaTorino

Muore dopo un tentativo di rapina: accoltellato dal proprietario di casa, abbandonato dai complici in ospedale

La persona deceduta è un torinese che viveva nel campo nomadi di Corso Unione Sovietica a Torino

Gabriele Farina

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TORINO – È morto poche ore dopo il ricovero in ospedale Adamo Massa, 37 anni, residente a Torino, rimasto gravemente ferito durante un tentativo di rapina in una villa nel Milanese. L’uomo è stato colpito al petto con un coltello dal proprietario dell’abitazione che stava cercando di svaligiare insieme ad almeno due complici.

Il fatto è avvenuto nella mattinata di oggi a Lonate Pozzolo. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Abbiategrasso, Massa – che viveva nel campo nomadi di corso Unione Sovietica a Torino – si era introdotto nella villa insieme a un complice con l’obiettivo di rubare denaro e oggetti di valore. All’interno dell’abitazione, però, si trovava il proprietario, che stava dormendo dopo aver terminato il turno di notte al lavoro.

La colluttazione

I rumori provocati dai ladri hanno svegliato l’uomo, che ha tentato di opporsi all’intrusione. A quel punto ne è nata una violenta colluttazione, durante la quale il proprietario di casa è stato colpito ripetutamente al volto, come confermano le ferite riscontrate dai militari. Per difendersi, l’uomo ha afferrato un coltello e ha colpito Massa al petto con un fendente risultato fatale.

Dopo l’accoltellamento, i due rapinatori sono riusciti a fuggire dall’abitazione. All’esterno li attendeva un terzo complice, alla guida di un’automobile che avrebbe dovuto garantire la fuga con il bottino. Il mezzo è stato invece utilizzato per raggiungere l’ospedale di Magenta, dove Massa è stato abbandonato all’ingresso del pronto soccorso. In quel momento l’uomo era ancora vivo, ma le sue condizioni erano già disperate: la ferita era troppo profonda e non c’è stato neppure il tempo di sottoporlo a un intervento chirurgico. Poco dopo è deceduto.

I parenti fanno irruzione in ospedale

All’ospedale si sono presentati nel frattempo amici e parenti della vittima: circa 200 persone hanno fatto irruzione nel pronto soccorso, causando momenti di forte tensione. La porta d’ingresso è stata divelta e solo l’intervento delle forze dell’ordine ha evitato conseguenze peggiori. Tra i presenti anche la madre di Massa, costretta su una sedia a rotelle, che ha lasciato la struttura in lacrime dopo aver appreso della morte del figlio. Successivamente la situazione è tornata alla calma e i familiari si sono allontanati dall’ospedale.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Busto Arsizio, proseguono per chiarire nel dettaglio la dinamica dell’accaduto e per identificare e rintracciare i due complici di Massa, fuggiti dopo averlo lasciato morire.

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