CulturaTorino
A Torino sei mostre per il Giorno della memoria, Lo Russo: «Oggi più che mai comprendiamo quanto sia fragile la pace e quanto sia necessario difendere la dignità umana»
Già in corso le mostre dedicate organizzate dal Museo del carcere Le Nuove e dal Polo del ‘900
TORINO – Nel capoluogo piemontese, gli appuntamenti per il Giorno della Memoria in ricordo della Shoah comprenderanno anche diverse mostre, alcune delle quali aprono i battenti in questi giorni.
“Bambini/Numeri – L’infanzia durante la Shoah”
Posticipata di qualche giorno per esigenze tecniche, il 25 gennaio verrà inaugurata alle ore 10.30 all’EcoMuseo Nesta la mostra “Bambini/Numeri – L’infanzia durante la Shoah”, progetto nato da una riflessione condivisa da Libere Gabbie e EcoMuseo Nesta su come raccontare ciò che i bambini hanno vissuto durante la Shoah, ponendo la domanda a una serie di artisti torinesi e internazionali. In occasione dell’inaugurazione, il curatore prof. Walter Revello accompagnerà i visitatori alla scoperta delle opere e degli interrogativi che esse sollevano. Iniziativa a cura di Libere Gabbie, visitabile fino al 28 febbraio. All’inaugurazione seguirà lo spettacolo di teatro civile “Piepel e Bambole: gli schiavi sessuali dei lager”, che affronta il tema dei tanti giovani ragazzi e ragazze che furono abusati sessualmente dei campi di concentramento nazifascisti.
“La Guerra di Dino – lettera per lettera” e “L’arte in prigionia, un nuovo inizio per l’Europa”
Il Museo del Carcere Le Nuove propone invece due mostre. “La Guerra di Dino – lettera per lettera”, dedicata a Dino Ferrero e, attraverso la sua vicenda personale, a tutti gli Internati Militari Italiani (IMI) nei lager della Seconda guerra mondiale. Il progetto, che ha ricevuto il riconoscimento del Parlamento Europeo, è a cura di Ico Ferrero, Museo Carcere Le Nuove e ANEI. La mostra “L’arte in prigionia, un nuovo inizio per l’Europa”, anch’essa a cura di ANEI e Museo Carcere Le Nuove, presenta invece le opere artistiche realizzate dagli Internati Militari Italiani durante la detenzione nei lager. Entrambe le mostre saranno visitabili fino a sabato 31 gennaio.
“La memoria si rinnova” e “Vasilij Grossman. La forza dell’umano nell’uomo”
Due mostre saranno visitabili fino al 31 gennaio al Polo del ‘900. “La memoria si rinnova” è un percorso che ricostruisce, attraverso fotografie e documenti provenienti da numerosi archivi, gli ottant’anni di storia dell’ANED – Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti. Un percorso che restituisce il dramma vissuto dai deportati e dai loro familiari e l’impegno dell’associazione nel testimoniare le atrocità dei lager e il contributo dei deportati italiani alla lotta al nazifascismo. Iniziativa a cura di ANED. La mostra “Vasilij Grossman. La forza dell’umano nell’uomo”, è dedicata invece alla vita e all’opera di una delle voci più coraggiose della letteratura del Novecento. Attraverso testimonianze, documenti, testi e fotografie inedite, l’esposizione restituisce la complessità del mondo dello scrittore e propone la proiezione del cortometraggio “Una telefonata di Stalin”, tratto da “Vita e destino”. Iniziativa a cura del Centro Culturale Pier Giorgio Frassati ETS.
“Tra Shoah e Nakba: riflessioni immaginali, verifiche attraverso le pratiche di divisione, differenza, sovrapposizione e cancellazione sul tema del genocidio”
Da martedì 27 gennaio a sabato 31 gennaio, tra le ore 17.30 e le 19.30, Casadart&Cresciani, via Rocciamelone 7/F, propone la mostra “Tra Shoah e Nakba: riflessioni immaginali, verifiche attraverso le pratiche di divisione, differenza, sovrapposizione e cancellazione sul tema del genocidio”, curata da Gianluca Cresciani, in collaborazione con Silvia Marchionne. In esposizione le opere di alcuni artisti del collettivo di CASADART& che si confrontano, attraverso diversi linguaggi espressivi, sul tema del genocidio. Iniziativa a cura dell’associazione “Avvalorando”.
Custodire il passato per trasformarlo in orizzonte di libertà oggi
«Mentre ci prepariamo a ricordare le vittime della Shoah e tutte le persone perseguitate e uccise dal nazifascismo» – dichiara il sindaco di Torino Stefano Lo Russo – «ci troviamo di fronte a un mondo attraversato da tensioni profonde, da conflitti che mettono a dura prova la convivenza, da crisi che interrogano la nostra coscienza collettiva. Oggi più che mai comprendiamo quanto sia fragile la pace e quanto sia necessario difendere la dignità umana, senza nessuna eccezione. Torino è una città che ha sempre fatto della memoria un valore civile e nel celebrare questo Giorno della Memoria, rinnoviamo insieme l’impegno a costruire una comunità capace di ricordare e custodire il passato e, al tempo stesso, di trasformarlo in un orizzonte di pace, giustizia e libertà per il futuro».
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