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Torino-Lione, costi fuori controllo: spesa più che raddoppiata e inaugurazione rinviata al 2033

Secondo l’ultima analisi della Corte dei Conti dell’Unione europea, il progetto registra oggi un aumento del 127% rispetto alle stime originarie

Gabriele Farina

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TORINO – I costi di costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione continuano a crescere ben oltre le previsioni iniziali. Secondo l’ultima analisi della Corte dei Conti dell’Unione europea, il progetto registra oggi un aumento del 127% rispetto alle stime originarie e del 23% rispetto alle ultime verifiche ufficiali effettuate nel 2020.

Il dato emerge da un rapporto dei revisori dei conti di Lussemburgo che hanno passato in rassegna lo stato di avanzamento di otto grandi infrastrutture strategiche della rete europea dei trasporti Ten-T. Tra queste, la Torino-Lione è una delle opere che presentano gli scostamenti più significativi sia in termini di costi sia di tempistiche.

Secondo il report, la linea ferroviaria transfrontaliera dovrebbe essere inaugurata nel 2033, con un ulteriore slittamento di tre anni rispetto alle stime formulate nel 2020. Il ritardo complessivo, però, è ancora più rilevante se confrontato con i programmi iniziali: l’opera accumula infatti 18 anni di ritardo rispetto alla data originariamente prevista.

Gli altri progetti analizzati

La Corte dei Conti Ue ha analizzato complessivamente otto megaprogetti nel settore dei trasporti, ciascuno con un valore superiore al miliardo di euro. Oltre alla Torino-Lione, lo studio riguarda il tunnel ferroviario del Brennero, la Rail Baltica, il Canale Senna-Nord Europa, la Linea Y basca in Spagna, il collegamento fisso del Fehmarn Belt tra Danimarca e Germania, l’autostrada A1 in Romania e la linea ferroviaria E59 in Polonia.

Nel 2020, per l’insieme di queste opere, l’aumento dei costi rispetto alle previsioni iniziali era stimato al 47%. Oggi la situazione appare ulteriormente peggiorata: l’incremento medio ha raggiunto l’82%, quasi il doppio rispetto a cinque anni fa. Gli scostamenti di bilancio più rilevanti riguardano proprio Rail Baltica e la Torino-Lione, che negli ultimi sei anni hanno registrato un ulteriore aumento dei costi pari al 23%.

Sul piano dei finanziamenti, i progetti analizzati hanno ricevuto complessivamente 15,3 miliardi di euro dall’Unione europea, di cui 7,9 miliardi stanziati a partire dal 2020. Nonostante l’impegno economico crescente, le difficoltà legate alla realizzazione delle opere restano significative.

Anche le tempistiche destano preoccupazione. Per i cinque megaprogetti per i quali sono disponibili dati completi, il ritardo medio di completamento è salito a 17 anni, contro gli 11 anni stimati nel 2020. Un quadro che porta i revisori di Lussemburgo a una conclusione netta: la rete centrale europea Ten-T non sarà completata entro il 2030, obiettivo fissato dall’Unione europea.

Il report evidenzia infine una criticità istituzionale: nonostante i ritardi e gli aumenti di costo documentati, la Commissione europea non ha mai fatto ricorso agli strumenti giuridici a sua disposizione per chiedere chiarimenti formali agli Stati membri responsabili dei progetti. Un’assenza di intervento che, secondo la Corte dei Conti Ue, rischia di indebolire il controllo sull’effettiva realizzazione delle grandi infrastrutture strategiche europee.

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