CronacaTorino
Estradizione negata dal tribunale di Torino: resta in Italia l’uomo condannato in Brasile
Pablo Daniel Castro, cittadino italiano di 47 anni nato a Buenos Aires, condannato in Sudamerica per “atti sessuali con minorenne”
TORINO – La Corte d’Appello di Torino ha negato l’estradizione verso il Brasile di Pablo Daniel Castro, cittadino italiano di 47 anni nato a Buenos Aires, condannato in Sudamerica per “atti sessuali con minorenne”. La decisione è arrivata dalla II sezione penale, che ha ritenuto non garantite le condizioni di detenzione e non compatibili con i diritti fondamentali nelle carceri brasiliane.
La decisione della Corte e le condizioni carcerarie
Il rifiuto dell’estradizione si fonda sulle gravi criticità del sistema penitenziario brasiliano, documentate da report internazionali dell’Unhcr, del Comitato Onu contro la tortura e da sentenze della Corte Suprema federale del Brasile, che parlano di trattamenti inumani e degradanti.
I giudici torinesi avevano chiesto alle autorità brasiliane informazioni dettagliate sul carcere di destinazione, tra cui dimensioni della cella, arredi, servizi, regime detentivo e attività previste. I termini concessi per la risposta, sono però scaduti senza che arrivassero chiarimenti sufficienti.
Nonostante il parere favorevole del procuratore generale all’estradizione, la Corte ha quindi deciso per il diniego.
A seguito della sentenza, Castro è stato rimesso in libertà, ma resta sottoposto a divieto di espatrio. La sua posizione resta dunque monitorata dalle autorità italiane, in attesa di eventuali sviluppi sul piano della cooperazione giudiziaria internazionale.
L’arresto a Pragelato il 1° luglio 2025
La vicenda giudiziaria in Italia era iniziata il 1° luglio 2025, quando Castro era stato arrestato a Pragelato, in provincia di Torino, in esecuzione di un mandato di arresto internazionale emesso dalle autorità brasiliane. Fin da subito l’uomo aveva negato il consenso all’estradizione, come ribadito dai suoi difensori, gli avvocati Alexandro Maria Tirelli e Francesca Monticone.
Tra Italia e Brasile è in vigore un trattato bilaterale di estradizione, ma la normativa prevede la possibilità di rifiuto quando sussistono rischi concreti di violazione dei diritti umani.
La condanna in Brasile e i fatti contestati
Castro era stato condannato il 26 luglio 2024 dal tribunale di Belo Horizonte a 15 anni e 11 mesi di reclusione per reati commessi nel novembre 2015. Le accuse riguardano atti sessuali con una persona minorenne, per fatti avvenuti in territorio brasiliano.
Secondo l’avvocato Tirelli, la decisione della Corte torinese rappresenta un precedente significativo: “La sentenza di Torino segna un passaggio nuovo nella cooperazione giudiziaria tra Italia e Brasile. L’accertamento delle gravi criticità del sistema carcerario brasiliano, pur muovendo da un caso specifico, è destinato a incidere in modo strutturale sui rapporti di cooperazione”.
Una pronuncia che potrebbe avere effetti a lungo termine sui futuri procedimenti di estradizione verso il Brasile.
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