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Stella della Mole, Michel Gondry ospite al Museo del Cinema di Torino con retrospettiva e Masterclass
Dal 27 al 29 maggio 2026 Michel Gondry ospite al Museo del Cinema di Torino con retrospettiva, Masterclass e laboratorio creativo
TORINO – Il Museo Nazionale del Cinema di Torino accoglierà dal 27 al 29 maggio 2026 Michel Gondry, uno dei registi più originali del cinema contemporaneo. Premio Oscar nel 2005, Gondry riceverà il premio Stella della Mole, terrà una Masterclass e guiderà una retrospettiva dei suoi lavori, noti per l’approccio visionario e sperimentale.
Laboratorio pratico con la Scuola Holden
In collaborazione con la Scuola Holden, dal 22 al 31 maggio si svolgerà L’Usine de Films Amateurs, laboratorio ispirato al film Be Kind Rewind. L’iniziativa permetterà ai partecipanti di realizzare cortometraggi e di vivere il processo creativo del cinema, con l’obiettivo di rendere l’arte cinematografica accessibile a tutti.
Un cinema artigianale e visionario
Michel Gondry si è affermato negli anni ’90 grazie a videoclip innovativi per artisti come Björk, Daft Punk e Radiohead, anticipando molte tecniche poi sviluppate nel suo cinema. Il successo internazionale arriva con Eternal Sunshine of the Spotless Mind (2004), seguito da film come The Science of Sleep (2006), Be Kind Rewind (2008), Mood Indigo (2013) e The Green Hornet (2011).
Il regista francese predilige effetti pratici, scenografie costruite a mano e tecniche analogiche come lo stop-motion, creando mondi surreali e narrazioni ispirate al sogno e alla memoria. Il suo stile combina gioco, invenzione e riflessioni profonde su amore e perdita, rendendo il cinema un’esperienza sensoriale e collettiva.
Dalla Mole al territorio
“Siamo felici di collaborare con la Scuola Holden – commenta Enzo Ghigo, presidente del Museo – perché eventi come questo permettono di uscire dai nostri spazi e di coinvolgere il territorio, stimolando curiosità e interesse per la Settima Arte.”
Il direttore Carlo Chatrian aggiunge: “Pochi artisti come Gondry hanno saputo tradurre l’impatto del digitale nella nostra visione della realtà, combinando materiali tradizionali ed effetti innovativi, e dando al cinema una nuova dimensione onirica e artigianale.”
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