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“Il mondo salvato dai ragazzini” è il tema di SalTO 2026 che infonde speranza e nuovi modi di dialogare

Dal 14 al 18 maggio 2026 Lingotto Fiere ospiterà il tanto atteso Salone del Libro, un panel vario e multiculturale che vuole re-imparare a comunicare

Chiara Scerba

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TORINO – Sarà il dialogo il collante tematico che dal 14 al 18 maggio 2026 terrà insieme la grande struttura culturale della XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro.

Lingotto Fiere tornerà a essere il cuore pulsante dell’editoria italiana e internazionale ancora una volta, sempre meglio. Un appuntamento che arriva forte dei 231 mila visitatori dell’ultima edizione, un numero che non è solo una cifra da record, ma il segnale di una felice controtendenza in un mercato editoriale segnato dal calo delle vendite.

Un risultato che, come ribadito dai vertici del Salone, conta soprattutto per la progettualità di lungo periodo che garantisce continuità, sviluppo e visione.

Annalena Benini confermata fino al 2029 e il tema dell’edizione

La conferenza stampa ha sancito ufficialmente la prosecuzione del mandato di Annalena Benini, direttrice editoriale dal 2023, che guiderà il Salone fino al 2029. Una scelta che rafforza l’idea di un Salone pensato come presidio culturale stabile, capace di crescere nel tempo.

Il tema scelto per il 2026 è potente, letterario e politico insieme: “Il mondo salvato dai ragazzini”, titolo tratto da Elsa Morante. Un’espressione che, come ha spiegato Benini, sfugge alle classificazioni, proprio come il mondo di oggi e come l’universo dei giovani a cui il Salone da sempre si rivolge.

Un tema “in movimento”, che è insieme messaggio di speranza, monito per il futuro e invito all’ascolto. Il manifesto, firmato dall’illustratrice Gabriella Giandelli, restituisce visivamente questa energia incontenibile: un gruppo di ragazzini dalla forza incontenibile e irriverente che, nascosti dietro un muro vegetale, fanno germogliare visioni e possibilità.

 

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L’apertura del Rettore del Politecnico: dialogare con il mondo

Ad aprire la conferenza è stato Stefano Paolo Corgnati, rettore del Politecnico di Torino, che ha chiarito come gli obiettivi del Salone coincidano con quelli dell’università che guida: parlare alle persone, creare spazi di confronto in un periodo storico complesso e imparare a comunicare oltre i confini disciplinari. Anche un ateneo tecnologico sente la necessità di contribuire al dialogo culturale, perché – ha sottolineato – l’Italia ha bisogno di saper dialogare a livello internazionale per costruire sviluppo e società.

Il Salone come piattaforma culturale globale

Più interventi hanno ribadito la stessa visione. Silvio Viale, presidente dell’Associazione Torino, la Città del Libro ha ricordato come il vero valore del Salone non stia solo nei numeri, ma nella continuità progettuale che ne garantisce il futuro e la validità. Gli assessori Rosanna Purchia (Città di Torino) e Marina Chiarelli (Regione Piemonte) hanno definito il Salone un presidio culturale, non un evento accessorio: un luogo dove si decide con quali parole scrivere il futuro, dove la cultura è un diritto civile, non un lusso

Il tema del Salone – sottolinea l’Assessora Marina Chiarelli- è la presa di coscienza di dover dare spazio alle voci giovani, che vedono ancora l’essenziale, prima che venga celato dalle abitudini. Un invito a rieducarsi e riacculturarsi con uno sguardo giovane lasciando parlare chi giovane lo è, creando spazi di ascolto spazi nuovi.

Torino si conferma ancora una volta palcoscenico nazionale e internazionale sul quale il salone del libro si esibisce grazie anche ad un grande lavoro di squadra e dove la Regione Piemonte si adopera per rendere accessibili i luoghi che accolgono il dialogo.

Il dialogo internazionale: il gemellaggio con la Grecia

Uno dei momenti più significativi è stato l’intervento del vice ministro greco Iasonas Fotilas, in occasione del gemellaggio Italia-Grecia. La Grecia sarà Paese Ospite del Salone 2026, non come custode di un passato immobile, ma come cultura viva e in evoluzione. Il programma ellenico si articolerà lungo sei direttrici, tuttte da scoprire, che metteranno in comunicazione il mondo della graphic novel greca, i miti greci e la loro sopravvivenza, il dialogo tra scrittori italiani ed ellenici, e molto altro ancora.

Risuona forte il concetto di filoxenia, (dal greco philos “amico” e xenos “straniero”), principio etico e sacro della cultura greca di accogliere lo straniero, e che qui diventa metafora perfetta del Salone come spazio di incontro e attraversamento.

Le sezioni tematiche: un Salone plurale e intergenerazionale

Il programma 2026 si articola in numerose sezioni tematiche, curate da grandi nomi della cultura italiana. Dall’arte (con Melania Mazzucco) al cinema (Francesco Piccolo), dall’editoria (Teresa Cremisi) all’informazione (Francesca Costa), fino alla leggerezza (Luciana Littizzetto), al romance (Erin Doom) e al romanzo (Alessandro Piperno).

Spicca la nuova sezione “Mondo salvato dai ragazzini”, curata da giovani tra i 19 e i 23 anni, che porteranno sul palco temi come l’amore ai tempi dei social, dando voce diretta alle nuove generazioni.

I grandi ospiti internazionali

Il Salone accoglierà alcune delle voci più importanti della letteratura mondiale: da Petros Markaris a Emmanuel Carrère, David Grossman, Valeria Luiselli, Irvine Welsh, Lea Ypi, Guillermo Arriaga, fino a illustratori e autori per ragazzi.

Centrale anche il ciclo L’Autore Invisibile, dedicato alla traduzione come atto creativo e politico.

Aspettando il Salone e la lezione inaugurale

Il Salone vive tutto l’anno. Tra gli appuntamenti più attesi di Aspettando il Salone, spicca l’incontro del 18 marzo con Gisèle Pelicot, che presenterà a Torino il suo memoir Un inno alla vita.

Ad aprire ufficialmente il Salone sarà invece la lezione inaugurale di Zadie Smith, il 13 maggio, dal titolo Ogni cosa era estrema. Ed è tuttora così, una riflessione sull’adolescenza che dialoga perfettamente con il tema dell’edizione.

Un Salone che costruisce futuro

Tra premi letterari, partnership istituzionali e aziendali, e il coinvolgimento di fondazioni, enti culturali e università, il Salone del Libro 2026 si conferma molto più di una fiera. È una piattaforma culturale riconosciuta globalmente, dove il libro non è un oggetto, ma un linguaggio universale, capace di creare ponti, generare dialogo e immaginare mondi nuovi. Forse, davvero, salvati dai ragazzini.

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