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Seeyousound 12 accende Torino: sei giorni di cinema, musica e “rumore” creativo

Il mantra 2026 è diretto, quasi fisico: “MAKE SOME NOISE”

Gabriele Farina

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TORINO – Dal 3 all’8 marzo il capoluogo piemontese torna a vibrare con Seeyousound International Music Film Festival, il primo festival italiano interamente dedicato al cinema a tema musicale, che festeggia la sua dodicesima edizione trasformando la città in una mappa sonora diffusa. Il mantra 2026 è diretto, quasi fisico: “MAKE SOME NOISE”.

Ma qui il rumore non è disturbo: è gesto creativo, linguaggio delle controculture, reazione all’assordante frastuono digitale contemporaneo. È protesta, identità, trasformazione. In sei giorni, 68 film, di cui 3 anteprime assolute e 2 internazionali, 16 live e performance audiovisive, 2 mostre e una residenza artistica costruiscono un’esperienza che va oltre lo schermo.

La musica come racconto del mondo

Seeyousound si conferma uno dei festival più trasversali del panorama italiano, capace di muoversi tra house, funk, jazz, elettronica, punk, black metal, icone pop e scene underground. La musica diventa forza narrativa, politica e sensoriale, specchio dei conflitti e delle tensioni del presente.

Le sezioni competitive restano il cuore pulsante:

  • Long Play Doc (documentari musicali)
  • Long Play Feature (lungometraggi di finzione)
  • 7 Inch (cortometraggi)
  • Soundies (videoclip)
  • Frequencies (sonorizzazioni dal vivo di film muti)

Accanto ai concorsi, le rassegne Into the Groove e Rising Sound ampliano lo sguardo su culture musicali, identità e comunità.

Bowie, Micah P. Hinson e le leggende del suono

Tra i titoli più attesi spicca la prima internazionale di Bowie: The Final Act di Jonathan Stiasny, che chiuderà il festival: un viaggio nel testamento artistico di David Bowie e nel cuore di Blackstar, a dieci anni dalla scomparsa dell’artista.

Grande attesa anche per l’anteprima assoluta di Micah P. Hinson – The Tomorrow Man di Lina Sanabria. Il musicista texano sarà in sala e regalerà al pubblico un live esclusivo dopo la proiezione, in uno dei momenti più intensi del festival.

Tra le prime italiane:

Herbie di Patrick Savey, omaggio a Herbie Hancock

Butthole Surfers: The Hole Truth and Nothing Butt, ritratto estremo della band culto USA

Wolves, coming of age nella scena black metal europea

Rave On, immersione nella notte techno berlinese

Sun Ra: Do The Impossible, sulla visione afrofuturista del musicista

Opening con i Casino Royale, chiusura con Bowie

L’Opening Night (3 marzo, Cinema Massimo) è un evento speciale:
Casino Royale SUONO/VISIONE/SUONO, produzione originale del festival. La storica band presenta un live inedito pensato per la sala cinematografica, affiancata dai registi Pepsy Romanoff e Frankie Caradonna. In programma anche Quarantine Scenario e Alba ad Ovest, opere che fondono cinema, performance e musica.

Il Closing (8 marzo) unirà premiazioni e la proiezione di Bowie: The Final Act, suggellando simbolicamente un percorso che, come raccontano direttore e vicedirettore Carlo Griseri e Alessandro Battaglini, «inizia con un’alba e si chiude con un final act», tra coerenza artistica e resistenza culturale.

Non solo cinema: live, club culture e arti visive

Seeyousound rafforza il dialogo tra schermo, palco e pubblico:

  • live dei Casino Royale e di Micah P. Hinson
  • performance sonore di Giorgio Li Calzi e Stefano Risso
  • il progetto audiovisivo Kitbashing di ABADIR
  • performance di Francesco Corvi e Jolanda Moletta
  • l’official party Rising Sound POST FUNK al Magazzino sul Po

Ampio spazio anche alle arti visive con le mostre:

Quiet Not Absent di Alberto Anhaus (Recontemporary), dedicata ai suoni invisibili della materia

VISIONI SONICHE – Cover Afrofuturiste, viaggio nell’estetica afrofuturista tra grafica e musica

Torino diventa una città-festival

Il festival si diffonde in numerosi luoghi: Cinema Massimo, Recontemporary, Magazzino sul Po, Visualgrafika/Spazio Miele, Accademia Albertina, Conservatorio Verdi, Cafè Des Arts, scuole e spazi indipendenti. Un tessuto urbano trasformato in circuito culturale.

Non manca l’impegno ambientale: acqua filtrata gratuita, auto ibrida per gli ospiti e un progetto di riforestazione in Guatemala con 50 nuovi alberi.

“Make some noise”: il rumore come resistenza

In un periodo storico complesso, Seeyousound rivendica il diritto al rumore come atto culturale. Non solo musica raccontata, ma musica vissuta, condivisa, performata. Un festival che, dodici anni dopo la nascita, continua a cambiare forma senza perdere identità.

A Torino, per sei giorni, il rumore diventa arte. E silenzio non è un’opzione.

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