EconomiaTorino
Artigiani e piccole imprese di Torino chiedono di attirare nuovi costruttori di auto: «Velleitario sperare in Stellantis»
In una lettera alle istituzioni piemontesi e torinesi, la CNA sottolinea il piano di riduzione della produzione di Stellantis nella sede di Torino
TORINO – In una lettera inviata alle istituzioni del territorio torinese e piemontese, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa Torino chiede di smettere di sperare in Stellantis, ma di attivarsi per favorire nuovi costruttori. Non un aiuto “dall’alto”, ma forze nuove da nuovi produttori di auto.
Il comparto automotive è reputato ancora «insostituibile» dal CNA, pure riconoscendo la diversificazione produttiva del territorio. Necessario allora individuare la strada giusta: «Da troppo tempo il dibattito sul futuro dell’auto a Torino e in Piemonte si avvita su sé stesso perché, in estrema sintesi, si limita a concentrarsi sulle richieste insistenti per un rinnovato impegno di Stellantis sul territorio affinché in particolare possa ripartire l’ex stabilimento di Fiat Mirafiori» spiega la CNA – «A nostro avviso, tuttavia, questa speranza è velleitaria e a dirlo sono i numeri e i fatti ed in particolare il piano di investimenti presentato dal nuovo CEO di Stellantis Antonio Filosa: negli Stati Uniti il gruppo ha annunciato un piano di investimenti per circa 13 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni con il lancio di cinque nuovi modelli e un aumento del 50% della produzione; nell’area del Sud America, è previsto il lancio di 40 nuovi prodotti e lo sviluppo di propulsori bio-hybrid, operazioni che saranno sostenute da circa 5.6 miliardi di investimenti; Stellantis ha inoltre in programma nuovi investimenti produttivi nel bacino del Mediterraneo (in Algeria, Marocco, Sudafrica, Egitto), in India e in Malaysia. Un dato su tutti ci sembra significativo: oggi, Stellantis, costruisce direttamente in Italia meno di 400 mila autoveicoli, a fronte degli oltre 2 milioni di autovetture prodotte in Spagna da tutti i player europei».
Secondo la Confederazione inoltre, il Piemonte continua a essere attrattiva per le imprese, come confermato dai dati: «In Piemonte operano già 1300 imprese a controllo estero, con ricavi in aumento (8%), occupazione solida e intenzioni di permanenza e crescita sul territorio». Ci sono quindi buone ragioni per favorire politiche attive di attrazione degli investimenti.
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Lordmax
14 Febbraio 2026 at 19:59
Potremmo non avere più aziende automotive a Torino?
Ci sono bastati i danni fatti da Fiat negli ultimo 70 anni.
Ci sono altre cose che possiamo fare e in cui potremmo essere abili e competenti ma insistere su una industria che è palesemente alla fine e che non potrebbe che ripetere le meccaniche sociali distruttive già vista da Fiat/Stellantis non mi sembra la cosa più intelligente che possiamo fare