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Metalmeccanici “Innamorati di Torino”: corteo a San Valentino per chiedere il rilancio dell’industria
La manifestazione parte alle 10 e partecipano tutte le sigle sindacali, lavoratori e rappresentanti delle istituzioni
TORINO – Metalmeccanici in piazza a San Valentino: nel capoluogo piemontese la manifestazione “Innamorati di Torino”. Il corteo promosso per oggi, sabato 14 febbraio, da Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm, Aqcf parte alle 10 da piazza Arbarello, dove sono attesi migliaia di lavoratori in arrivo da tutta l’area metropolitana, che scendono in piazza per chiedere il rilancio dell’automotive e di tutta l’industria territoriale.
La manifestazione sarà aperta dall’intervento del segretario generale della Fim Cisl, Rocco Cutrì, il primo dei sei interventi che si intervalleranno lungo il percorso del corteo (uno per ogni sigla sindacale) e terminerà in piazza Castello. Qui prenderà la parola il segretario della Fiom Cgil di Torino, Edi Lazzi. A Torino sfileranno, tra gli altri, il segretario generale della Fim Cisl Ferdinando Uliano, il responsabile Auto della Uilm, Gianluca Ficco, e della Fiom, Samuele Lodi. Sono attesi anche rappresentanti delle istituzioni locali (Città di Torino, Regione e comuni della cintura torinese), della curia e della società civile.
La mobilitazione dei metalmeccanici era iniziata già un anno fa, con le due grandi manifestazioni cittadine. Dopo incontri pubblici, con il coinvolgimento delle istituzioni, si sono svolte assemblee, volantinaggi e presidi. Per Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm, Aqcf il settore dell’auto va rilanciato perché un singolo modello per Mirafiori non è sufficiente alla sua sopravvivenza così come va sostenuto tutto l’indotto. I sindacati esprimono anche forte preoccupazione per un possibile investimento di Stellantis in Algeria, vedendo in esso un rischio di delocalizzazione delle produzioni che Torino non può permettersi. Di fronte a questa emergenza è nata la proposta di un Osservatorio permanente sull’industria manifatturiera con il coinvolgimento sia del Comune che della Regione.
«Serve una strategia industriale che rimetta al centro la produzione in Italia. In questa fase occorre realismo: valorizzare tutte le soluzioni tecnologiche disponibili, senza chiusure preventive, per garantire continuità produttiva e stabilità occupazionale. La sostenibilità ambientale non può tradursi in perdita di industria. L’Europa deve avere il coraggio di correggere scelte che indeboliscono il proprio settore manifatturiero».
Le prime dichiarazioni dal corteo
«Torino oggi manda un segnale forte: l’industria non è un ricordo del passato, è la condizione per avere un futuro» – così Sara Rinaudo, Segretario Nazionale Fismic Confsal, e Lillo Taormina, Segretario Territoriale Fismic Torino, durante la manifestazione – «Torino ha bisogno di nuovi modelli, più volumi e investimenti immediati. Non possiamo continuare a vivere di ammortizzatori sociali. Le nostre richieste sono sul tavolo da tempo. Ora servono decisioni concrete e responsabilità sociale perché il territorio non può più permettersi immobilismo».
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