Seguici su

CulturaTorino

Quando Torino rispose al Festival di Sanremo con Sanscemo, un evento diventato mito

Il trionfo della canzone rock demenziale e ironica

Gabriele Farina

Pubblicato

il

TORINO – Quando nel 1990 qualcuno proponeva di fare un festival musicale “diverso”, con canzoni volutamente assurde e testi che sembrano usciti da un sogno dopo troppe ore alle giostre, forse non si aspettava che quel sogno sarebbe diventato realtà. E invece eccolo lì: il Festival di Sanscemo nasce ufficialmente il 7 aprile 1990, con l’obiettivo dichiarato di festeggiare la canzone rock demenziale e umoristica — un vero insulto sentito con affetto alla serietà (a volte un po’ ingessata) di certe altre kermesse nazionali.

Il nome — qui sta il genio — è una parodia sfacciata del Festival di Sanremo: stesse tre sillabe, uno scambio d’umore, e via di canzoni talmente “sceme” da risultare… intelligenti, splendide, indimenticabili. Nella settimana di Sanremo a Torino è impossibile non pensare a Sanscemo, soprattutto per chi era “giovane” negli anni ’90.

Torino, il “cuore demenziale” d’Italia

Per quasi tutti gli anni ’90 Torino diventa la capitale della musica demenziale italiana: il festival va in scena al PalaRuffini, ribattezzato per l’occasione PalaCavolfiori — e già il nome la dice lunga.

E qui accadono cose che altrove sarebbero sembrate folli: il pubblico, consegnata dall’organizzazione una scorta di verdure, lanciava pomodori, arance e persino fette di carne sul palco durante le esibizioni per “mettere alla prova” i cantanti e i presentatori, che schivavano con grazia (o con goffaggine) come in un balletto fuori controllo.

Quella prima edizione viene vinta da un mito locale come Marco Carena, che trionfa con un capolavoro indimenticabile: Io ti amo.

Il simbolo del festival? Un disco con un pomodoro spiaccicato in pieno centro, che ricorda tanto la classica torta in faccia delle commedie di una volta. Questo logo, ideato nel 1992, vinse persino un premio internazionale di pubblicità — quasi un riconoscimento ufficiale al valore artistico di tutta l’operazione!

Conduttori, ospiti e pseudogiurati

In mezzo al caos del palco e della frutta in volo, non mancavano volti noti e meno noti a dare spettacolo. Negli anni hanno condotto la kermesse personaggi come Andy Luotto, Sergio Vastano, Maurizia Paradiso e persino Freak Antoni; mentre tra gli ospiti — fuori concorso o sul palco a far ridere — compaiono i cabarettisti dello spettacolo, gruppi come gli Skiantos e artisti infiniti come Dario Vergassola e Tony Tammaro, e persino qualche poeta o disegnatore cantautore di passaggio.

E sì: anche la giuria non poteva chiamarsi “giuria”. Era l’allegra “Ufficio Corruzioni”, composta da personaggi che avrebbero fatto arrossire una commissione scientifica!

Un decennio e oltre di demenzialità

Il festival va avanti a Torino fino al 1996 inanellando edizioni memorabili, con vincitori che portano a casa titoli come La latitanza, E v’a facite appere o Cronaca vera — titoli che già da soli meritano applausi per l’inventiva.

Negli anni successivi Sanscemo prova a reinventarsi: torna nel 2001 e nel 2002 ancora a Torino — anche sotto un autentico diluvio — e poi si sposta in Liguria a Genova (2004) e infine a Milano (2005), l’ultima edizione sulla ribalta nazionale.

Perché ci manca (ed è ancora un’idea fantastica)

Al di là delle risate, Sanscemo è stato qualcosa di più di un semplice festival buffo: è stato uno specchio esilarante di quanto la musica — e l’arte in generale — possa essere ludica, irriverente e autoironica senza perdere valore. Non aveva televoto, non puntava all’album di platino — ma, con la sua follia organizzata, ha dimostrato che a volte l’assurdo spinto fino in fondo può essere un linguaggio culturale potente e divertente.

Oggi, nei giorni in cui Sanremo monopolizza l’attenzione nazionale, tanti torinesi — e non solo — ricordano con affetto quel festival dove la musica si prendeva un po’ poco sul serio… e noi con lei.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Iscriviti al canale Quotidiano Piemontese su WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *