CronacaTorino
Chiesti fino a quasi 13 anni di condanna per i responsabili delle devastazioni durante il corteo pro-Cospito del marzo 2023
«Non si trattò di un corteo pacifico in cui infiltrarono dei violenti ma di una devastazione organizzata».
TORINO – Il pubblico ministero Paolo Scafi ha chiesto condanne da un minimo di 5 anni e 6 mesi a un massimo di 12 anni, 11 mesi e 15 giorni per i responsabili degli scontri a Torino durante il corteo pro-Cospito del marzo 2023. Il processo ai diciotto anarchici sotto accusa riguarda le violenze messe in atto nel centro città nel corteo di solidarietà ad Alfredo Cospito, il loro compagno in sciopero della fame per protesta contro il regime di 41-bis cui era sottoposto.
Viene contestato il reato di devastazione: a giudizio del pm i dimostranti «usarono violenza contro la Polizia per sfasciare e mettere a ferro e fuoco la città». «Non si trattò di un corteo pacifico in cui infiltrarono dei violenti» – ha dichiarato Scafi – «ma di una devastazione organizzata».
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