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CronacaTorino

Rapine violente tra centro e movida torinese: quattro arresti, sgominata la banda

Quattro persone sono finite in manette con l’accusa di aver messo a segno tre rapine particolarmente aggressive

Gabriele Farina

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TORINO – Torino torna a fare i conti con episodi di violenza urbana che, negli ultimi mesi, avevano alimentato paura soprattutto nelle aree della movida e nel centro cittadino. Quattro persone sono finite in manette con l’accusa di aver messo a segno tre rapine particolarmente aggressive, caratterizzate da un modus operandi brutale e ben organizzato.

L’operazione, condotta dagli agenti della Sezione “Falchi” della Squadra Mobile, rappresenta il punto di arrivo di un’indagine articolata e coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino. Nei giorni scorsi, due uomini sono stati arrestati e condotti in carcere, dove si trovava già un terzo uomo, ritenuto dagli investigatori il leader del gruppo. Gli arresti si aggiungono a precedenti misure cautelari che avevano già colpito altri giovani individuati come componenti della stessa banda.

Aggressioni fulminee con coltelli e spray

Le indagini hanno permesso di ricostruire tre episodi distinti, accomunati da una violenza rapida e mirata. Due rapine sono avvenute all’interno del giardino Sambuy, nel cuore della città, mentre la terza si è consumata nei pressi del Parco del Valentino.

Le vittime venivano avvicinate all’improvviso e colte di sorpresa. I rapinatori agivano in gruppo, utilizzando coltelli per intimidire e spray urticanti per neutralizzare ogni possibile reazione. Una tecnica che consentiva loro di agire in pochi istanti: accecare temporaneamente i malcapitati e strappare dal collo collane d’oro, per poi dileguarsi rapidamente.

Il ruolo decisivo delle indagini

Fondamentale per arrivare all’identificazione dei responsabili è stato il lavoro della Squadra Mobile. Gli investigatori hanno incrociato i dati provenienti dai sistemi di videosorveglianza con i riconoscimenti fotografici e una costante attività di controllo sul territorio, riuscendo così a ricostruire la composizione della banda e il ruolo di ciascun componente nei diversi episodi.

Un elemento chiave è emerso anche dall’analisi dei social network. Alcuni degli indagati, infatti, pubblicavano contenuti in cui ostentavano atteggiamenti di sfida e, in alcuni casi, lasciavano trapelare riferimenti alle proprie azioni criminali. Un’esibizione che ha contribuito a fornire ulteriori riscontri agli inquirenti.

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