CronacaTorino
Askatasuna, al via il processo d’appello: per 25 militanti saranno sentiti due nuovi testimoni
Il nuovo giudizio arriva dopo la sentenza di primo grado, che aveva assolto tutti gli imputati dall’accusa di associazione a delinquere
TORINO – Si riapre in Corte d’Appello a Torino il maxi procedimento su Askatasuna, il centro sociale di corso Regina Margherita da anni al centro del dibattito politico e giudiziario cittadino. Da oggi prende il via il processo di secondo grado che coinvolge 25 militanti, chiamati in 16 a rispondere dell’accusa più pesante: associazione per delinquere.
Il nuovo giudizio arriva dopo la sentenza di primo grado, che aveva assolto tutti gli imputati da questo capo, pur confermando condanne per singoli episodi legati soprattutto alle manifestazioni No Tav e ai disordini in Val di Susa. Ora la procura torna a chiedere una nuova valutazione dell’impianto accusatorio.
Uno degli elementi centrali di questa fase sarà l’ascolto di due nuovi testimoni, ammessi dalla Corte per approfondire alcuni passaggi ritenuti rilevanti ai fini della ricostruzione del presunto assetto organizzativo del centro sociale. Le nuove deposizioni di due agenti della Digos potrebbero incidere proprio sul nodo principale del processo: stabilire se Askatasuna fosse solo uno spazio politico e di movimento oppure una struttura stabile finalizzata alla commissione di reati.
L’udienza d’appello riporta così al centro una vicenda che da anni intreccia ordine pubblico, movimenti antagonisti e gestione degli spazi occupati. L’esito del nuovo processo sarà osservato con attenzione non solo dagli imputati e dalle istituzioni, ma anche da una parte significativa della città, dove il nome Askatasuna continua a dividere.
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